Alcol e gravidanza

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Già Aristotele lo diceva: ” ... le donne sciocche, ubriache e sventate molto spesso concepiscono bambini cupi e lamentevoli …”.

Le evidenze cliniche che l’assunzione di alcolici durante la gravidanza sia altamente deleteria per il futuro bambino sono innumerevoli  ed incontrovertibili.

I quadri clinici risultanti a carico del nascituro vengono classificati nell’ambito di quello che viene definito “spettro dei disordini feto alcolici” (FASD), ad indicare un insieme di forme con caratteristiche differenti e di differente gravità, aventi in comune come causa l’esposizione ad alcol durante il periodo della gravidanza.

Nell’ambito di questo insieme di quadri clinici spicca per frequenza e gravità la “sindrome feto-alcolica“, indicata con l’acronimo FAS.

I bambini con FAS si presentano con aspetto facciale caratteristico per presenza di labbro superiore sottile, rime palpebrali brevi, solco naso labiale lungo ed appiattito ed ipoplasia mascellare e mandibolare (cioè riduzione di volume), hanno un sensibile ritardo di crescita rispetto ai coetanei, hanno alterazioni oculari che possono interessare anche il nervo ottico,  possono avere malformazioni cardiache, possono avere alterazioni encefaliche di gravità variabile, in particolare microcefalia, ma non esclusivamente; non è infrequente il manifestarsi di deficit cognitivi e/o di turbe comportamentali in soggetti con le caratteristiche somatiche della FAS ma che non hanno alterazioni organiche cerebrali strumentalmente evidenziabili

I dati scientifici concordano su un dato fondamentale: pur non esistendo una quantità di alcool assunta in gravidanza che certamente non dia origine a danni per il feto, maggiore  è la quantità di alcool assunta, maggiore è la possibilità di danni al feto e maggiore è la eventuale gravità del danno.

Quindi se un MODERATISSIMO quanto sporadico consumo di alcol in gravidanza difficilmente crea danni fetali, altrettanto non può dirsi del consumo di superalcolici o di alcolici in quantità anche modeste.

Da dati di origine nord-americana si evince che la maggioranza dei deficit mentali congeniti sono da esposizione ad alcol in gravidanza.

Peraltro non esistono cure per la FAS.

L’unica “terapia” è la prevenzione. Solo l’astensione dal consumo di alcol, se non per quantità limitatissime, è in grado di evitare al nascituro danni che pagherà per tutta la vita.

Interessante a questo proposito la pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità, consultabile dal link sul titolo: GUIDA ALLA DIAGNOSI DELLO SPETTRO DEI DISORDINI FETO – ALCOLICI

Segnalo inoltre che all’interno della pubblicazione, per chi fosse interessato, sono presenti le tabelle delle curve di accrescimento.

AGGIORNAMENTO DEL 5/04/2012

Sul sito del Ministero della Salute è stato pubblicata la “RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE AL PARLAMENTO SUGLI INTERVENTI REALIZZATI AI SENSI DELLA LEGGE 30.3.2001 N. 125 “LEGGE QUADRO IN MATERIA DI ALCOL E PROBLEMI ALCOLCORRELATI”. E’ un file in pdf piuttosto lungo, son ben 253 pagine di cui almeno 200 utili. Il target è sicuramente professionale, ma gli spunti di riflessione sono molti. Per chi fosse interessato è raggiungibile da QUESTO collegamento.

Dott. S. Nicolosi




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