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Guardie mediche turistiche di Siracusa 2026: una rincorsa alle necessità assistenziali per carenza dei medici

Garantire la continuità assistenziale in una provincia che, durante i mesi caldi, viene letteralmente presa d’assalto da decine di migliaia di turisti e dalla necessità, contemporanea, di garantire l’assistenza agli innumerevoli siracusani che si spostano nelle località balneari. È questo l’obiettivo, non privo di ostacoli, del piano di assistenza sanitaria estiva 2026 varato dall’ASP di Siracusa. Un piano che quest’anno introduce una novità organizzativa strategica ma che, al contempo, risente delle profonde difficoltà strutturali della sanità territoriale siciliana.

Il Piano dell’ASP: Case della Comunità al posto dei presidi tradizionali

Secondo quanto comunicato ufficialmente con un comunicato stampa del 9 luglio 2026 dall’Azienda Sanitaria Provinciale , guidata dal commissario straordinario Gioacchino Iraci, l’assistenza diurna per i non residenti verrà fornita all’interno delle Case della Comunità (Hub e Spoke) dai medici in turno.

Infatti, all’esito delle procedure pubbliche di reclutamento e alla data di inizio, l’unico presidio di Guardia Medica Turistica tradizionalmente inteso ad essere attivato è stato quello di Brucoli. Per coprire tutte le altre storiche mete balneari e d’arte della provincia, l’azienda ha dovuto predisporre una “strategia parallela” dirottando l’utenza turistica diurna sulle strutture polifunzionali.

Ad esempio:

  • chi si trova a Fontane Bianche o Avola Antica dovrà fare riferimento alla Casa della Comunità di Avola (Piazza Francesco Crispino, attiva lun-ven 8:00-20:00);

  • i turisti di Noto Marina faranno capo all’Hub di Noto (Via dei Mille, presso Ospedale Trigona, lun-ven 8:00-20:00);

  • per le località di Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, il presidio di riferimento sarà la vicina Casa della Comunità Spoke di Pachino (Via Quasimodo, lun-ven 8:00-20:00);

Ma l’elenco completo può essere visualizzata nell’immagine a lato

Nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, l’assistenza continuerà a essere garantita dai tradizionali presidi di Continuità Assistenziale (ex Guardie Mediche).

Il “Retroscena”: la cronica carenza di medici e le criticità organizzative

Dietro la formula della “rimodulazione e sinergia” presentata dall’azienda, si nasconde tuttavia una realtà molto più complessa e critica, ben nota agli addetti ai lavori e sollevata ripetutamente a livello politico e sindacale in Sicilia.

  1. L’attivazione di una sola Guardia Medica Turistica (a Brucoli) su un intero territorio provinciale non è stata una scelta strategica, bensì una necessità forzata. La carenza di medici disposti ad accettare gli incarichi stagionali è ormai cronica. Come evidenziato anche in recenti dibattiti all’Assemblea Regionale Siciliana, i bandi per la continuità assistenziale estiva registrano adesioni bassissime da parte dei camici bianchi, scoraggiati da tutele insufficienti, carichi di lavoro estenuanti e retribuzioni non competitive rispetto al settore privato o ad altre regioni.

  2. Il sovraccarico delle Case della Comunità: spostare l’afflusso dei turisti sulle Case della Comunità (strutture nate nell’ambito del PNRR per decongestionare gli ospedali e curare la popolazione locale affetta da patologie croniche) rischia di generare un effetto imbuto e qualche malumore “professionale”. Molte di queste strutture sul territorio soffrono già di una pesante carenza di organico (medici di medicina generale e infermieri di famiglia). Dover assorbire anche la massiccia utenza fluttuante dei vacanzieri durante le ore diurne rischia di rallentare le prestazioni ordinarie destinate ai residenti residenti storicamente fragili o anziani e, oltretutto, i medici di medicina generale, incaricati o volontari che siano, non avevano previsto di svolgere funzioni di Guardia Medica.

  3. Barriere linguistiche e logistica: le guardie turistiche tradizionali venivano collocate in prossimità immediata delle spiagge e dei borghi marinari (come la vecchia guardia di Marzamemi o Fontane Bianche). Dover costringere un turista, magari straniero e privo di mezzo di trasporto proprio, a spostarsi dai lidi fino ai centri urbani interni (es. da Fontane Bianche alla contrada Pizzuta a Siracusa, o da Noto Marina all’ospedale Trigona di Noto) rappresenta una barriera logistica notevole, che potrebbe invece aumentare l’afflusso di casi non urgenti  (codici bianchi e verdi) nei già intasati Pronto Soccorso degli ospedali della provincia.
  4. Un medico della Casa della Comunità non può allontanarsi dalla sede e quindi, eventuali richiesta legittime e motivate di visite domiciliari, da quanto mi risulta, non possono essere soddisfatte; eventuali modifiche organizzative, attualmente non comunicate, potrebbero permettere di risolvere questo problema che potrebbe portare ad un eccesso di chiamate al servizio 118.

Ma comunque i medici presenti nelle Case di Comunità, indipendentemente da problemi, malumori e criticità, certamente faranno il massimo per l’assistenza a qualsiasi persona si presenti con un problema di salute; turisti e non residenti possono esser certi che l’assistenza verrà fornita al meglio delle capacità professionali del medico presente.

Tutto ciò premesso, dare la colpa delle criticità del 2026 alla direzione aziendale siracusana non mi sembra corretto; si è dovuto correre cercando soluzioni percorribili; le motivazioni sono figlie di anni di mancata programmazione a livello regionale e nazionale, senza distinzione di colori o destra/sinistra; ma da quanto mi risulta, la Sicilia non è l’unica a risentire di queste difficoltà assistenziali, con criticità differenti nelle varie regioni.

Si attende un risveglio politico che metta al centro dell’agenda la volontà di ricreare un SSN universalistico, moderno ed efficace e, cortesemente, niente promesse elettorali false e di comodo.

link alla pagina del comunicato dell’ASP di Siracusa sulla rimodulazione del servizio di Guardia Medica Turistica nel 2026

Dott. Salvatore Nicolosi

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