La malattia di Waldmann, o linfangiectasia intestinale primitiva, è una rara patologia del sistema linfatico che interessa soprattutto i vasi linfatici dell’intestino tenue. La malattia fu descritta per la prima volta nel 1961 e, nonostante siano trascorsi diversi decenni dalla sua identificazione, i casi riportati nella letteratura mondiale sono soltanto alcune centinaia.
L’esordio può verificarsi anche durante il periodo neonatale, ma la malattia viene riscontrata più frequentemente nell’infanzia e nella giovane età adulta. Non sembra esserci una significativa differenza nella frequenza tra i due sessi e circa il 90% dei casi viene diagnosticato prima dei 30 anni [1][2].
Cause e meccanismo della malattia
Per la malattia di Waldmann non è stata finora dimostrata una modalità di trasmissione genetica ben definita. Sono tuttavia stati individuati alcuni geni che potrebbero avere un ruolo nello sviluppo della patologia, tra cui VEGFR3, che codifica il recettore 3 del fattore di crescita endoteliale vascolare, PROX1, un fattore di trascrizione della famiglia homeobox correlato a prospero, oltre a FOXC2 e SOX18.
Alla base della malattia vi è un’anomalia del sistema linfatico intestinale, caratterizzato da ipoplasia dei vasi linfatici. I vasi interessati tendono a dilatarsi e possono andare incontro a rottura all’interno della parete intestinale. La conseguenza è la fuoriuscita della linfa nel lume intestinale.
Poiché la linfa contiene proteine e grassi che sono stati assorbiti a livello intestinale, la loro perdita può determinare una combinazione variabile di malassorbimento, perdita di proteine e alterazioni dello stato nutrizionale.
Sintomi
Le manifestazioni cliniche sono variabili e dipendono anche dall’estensione della compromissione linfatica. Tra i principali sintomi e segni possono comparire:
- malassorbimento, con ridotta capacità di assorbire adeguatamente nutrienti essenziali;
- dolore addominale, che può manifestarsi sotto forma di dolore, crampi o generico fastidio;
- diarrea, caratterizzata da evacuazioni frequenti di feci liquide;
- steatorrea, cioè presenza di una quantità aumentata di grassi nelle feci;
- ipoproteinemia, conseguente alla perdita intestinale di proteine;
- edemi periferici, che possono interessare gli arti, ma anche il volto e i genitali;
- versamenti chilosi, dovuti all’accumulo di linfa in alcune cavità corporee, tra cui il peritoneo e il torace;
- rallentamento della crescita, particolarmente rilevante nei bambini nei quali la malattia compare precocemente.
Come viene diagnosticata
La diagnosi richiede la valutazione complessiva dei dati clinici e dei risultati degli esami di laboratorio, endoscopici e di imaging.
Gli esami ematochimici possono evidenziare le conseguenze della perdita intestinale di proteine e del malassorbimento. Tra i reperti più caratteristici possono essere presenti ipoalbuminemia e ipogammaglobulinemia.
Un ruolo importante è svolto dalla biopsia intestinale. L’esame endoscopico e istologico può mostrare una marcata dilatazione dei vasi linfatici localizzati nella lamina propria e nella sottomucosa dell’intestino.
Anche alcune metodiche di diagnostica per immagini possono fornire elementi utili. L’ecografia e la tomografia computerizzata possono, per esempio, evidenziare un edema della mucosa intestinale. La linfoangiografiapuò essere impiegata per lo studio del sistema linfatico, anche se nella pratica clinica viene utilizzata raramente.
Trattamento
Il trattamento della linfangiectasia intestinale primaria è soprattutto di tipo dietetico e ha l’obiettivo di ridurre la perdita di linfa e proteine e di garantire al tempo stesso un adeguato apporto nutrizionale.
Le principali indicazioni comprendono:
- una dieta ricca di proteine, finalizzata a compensare le perdite proteiche;
- una riduzione dell’apporto di lipidi, per diminuire il carico sui vasi linfatici intestinali e prevenire l’ostruzione dei vasi;
- l’impiego di trigliceridi a catena media (MCT), che vengono assorbiti direttamente nel circolo portale e quindi raggiungono la circolazione sanguigna senza dover attraversare i vasi linfatici intestinali compromessi.
Quando la malattia interessa in modo circoscritto un segmento dell’intestino, in particolare nelle forme localizzate, può essere presa in considerazione la resezione chirurgica del tratto intestinale interessato.
In alcuni pazienti è stato inoltre utilizzato octreotide, un farmaco che ha mostrato la capacità di ridurre la perdita di proteine e che può quindi rappresentare un’opzione terapeutica in determinate situazioni.
Prognosi
L’andamento della malattia di Waldmann è molto variabile. La prognosi dipende da diversi fattori, tra cui l’età di comparsa della malattia, l’estensione del coinvolgimento intestinale e la risposta al trattamento.
Nella maggior parte dei pazienti il controllo della malattia e dei sintomi può essere ottenuto attraverso adeguate modificazioni della dieta. Tuttavia, la perdita di proteine e, in particolare, la ipogammaglobulinemia possono favorire l’insorgenza di complicanze.
Tra queste sono comprese le infezioni opportunistiche, legate alla riduzione delle immunoglobuline, e il possibile sviluppo di linfoma. Per questo motivo, anche nei pazienti che rispondono favorevolmente al trattamento dietetico, è importante un adeguato controllo clinico nel tempo.
Domande frequenti sulla malattia di Waldmann
Che cos’è la malattia di Waldmann?
La malattia di Waldmann è una rara patologia del sistema linfatico intestinale, conosciuta anche come linfangiectasia intestinale primaria. È caratterizzata da un’anomalia dei vasi linfatici dell’intestino tenue, che risultano dilatati e possono determinare una perdita di linfa contenente proteine e grassi nel lume intestinale.
La malattia di Waldmann è ereditaria?
Non è stata dimostrata una modalità di trasmissione ereditaria ben definita. Tuttavia, nella patogenesi della malattia sono stati individuati alcuni geni che potrebbero avere un ruolo, tra cui VEGFR3, PROX1, FOXC2 e SOX18.
A quale età compare la malattia di Waldmann?
La malattia può comparire già durante il periodo neonatale, ma viene diagnosticata più frequentemente nell’infanzia e nella giovane età adulta. Circa il 90% dei casi viene diagnosticato prima dei 30 anni.
Quali sono i sintomi della linfangiectasia intestinale primitiva?
I sintomi possono variare da persona a persona. Tra le manifestazioni più frequenti vi sono diarrea, dolore addominale, steatorrea, malassorbimento, ipoproteinemia ed edema periferico. Nei bambini può comparire anche un rallentamento della crescita. In alcuni casi possono inoltre svilupparsi versamenti chilosi a livello del peritoneo o del torace.
Come si diagnostica la malattia di Waldmann?
La diagnosi si basa sull’integrazione dei dati clinici con gli esami di laboratorio, l’endoscopia e la biopsia intestinale. Gli esami del sangue possono evidenziare soprattutto ipoalbuminemia e ipogammaglobulinemia, mentre la biopsia può mostrare la dilatazione dei vasi linfatici nella lamina propria e nella sottomucosa intestinale.
Come si cura la malattia di Waldmann?
Il trattamento è principalmente dietetico e prevede una dieta ricca di proteine e povera di grassi. Possono essere utilizzati anche trigliceridi a catena media (MCT), che vengono assorbiti direttamente attraverso il circolo portale, evitando il passaggio attraverso i vasi linfatici intestinali compromessi.
La malattia di Waldmann richiede un intervento chirurgico?
Non sempre. La chirurgia può essere presa in considerazione soprattutto nelle forme localizzate, quando la malattia interessa un segmento circoscritto dell’intestino che può essere rimosso chirurgicamente.
Qual è la prognosi della malattia di Waldmann?
La prognosi è variabile e dipende soprattutto dall’età di insorgenza, dall’estensione della malattia e dalla risposta al trattamento. Molti pazienti possono controllare i sintomi attraverso adeguate modificazioni della dieta, ma la malattia può essere associata a complicanze legate alla perdita di proteine e alla ipogammaglobulinemia, comprese infezioni opportunistiche e un potenziale rischio di sviluppo di linfoma.
Link ad abstract su medline, la biblioteca scientifica internazionale (in inglese):
Primary intestinal lymphangiectasia in children: is octreotide an effective and safe option in the treatment?
Octreotide in the treatment of intestinal lymphangiectasia.
Primary intestinal lymphangiectasia (Waldmann’s disease). (abstract) (testo integrale)
Pregnancy and waldmann desease
Per chiarimenti su “Malattie rare” ed invalidità o legge 104/92 vedere questo articolo.
Dott. Salvatore Nicolosi
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