La Malattia di Pelizaeus-Merzbacher

La Malattia di Pelizaeus-Merzbacher è un raro disordine progressivo del sistema nervoso centrale caratterizzato da deterioramento delle funzioni motorie ed intellettive facente parte dell’ampio gruppo delle leucodistrofie di natura genetica.

EPIDEMIOLOGIA

È una malattia rara con una prevalenza stimata tra 1/200.000 e 1/500.000 uomini, essendo legata al cromosoma X; tra i soggetti affetti rarissime sono le donne. Nel periodo giugno 2007-giugno 2010 nel Registro Nazionale delle Malattie Rare in Italia, su 95.648 schede di segnalazione, i casi di M. di Pelizaeus-Merzbacher sono stati 8, pari allo 0,009%.

EZIOLOGIA E PATOGENESI.

La guaina mielinica (cerchi concentrici scuri) avvolge l’assone di un neurone al cui interno sono visibili cisterne di reticolo endoplasmatico liscio. Sezione trasversale ottenuta al microscopio elettronico a trasmissione

É causata da una mutazione nel gene che controlla la produzione di una proteina chiamata mielina proteolipido proteina-1 (PLP1) che costituisce una dei componenti fondamentali della guaina mielinica. Il gene responsabile della mutazione che provoca la malattia è stato isolato e localizzato sul braccio lungo del cromosoma Xq22 e pertanto colpisce solo i maschi che hanno solo una copia del cromosoma X; le donne che hanno una copia alterata del gene che codifica per la PLP1 invege generalmente sono asintomatiche o paucisintomatiche, anche se in letteratura viene descritta una maggiore frequenza di demenza senile.

Si stima che in una percentuale compresa tra il 5% e il 20% delle persone con malattia di Pelizaeus-Merzbacher non si riscontrano mutazioni identificabili nel gene PLP1. In questi casi la causa della condizione è sconosciuta.

SINTOMATOLOGIA E FORME CLINICHE

All’esordio la malattia si presenta come un disturbo precoce dello sviluppo motorio associato a ipotonia (soprattutto nei primi due anni di vita), a nistagmo e a movimenti atassocoreici

Di questa malattia vengono riconosciute diverse forme la cui gravità è differente:

forma classica che si instaura nel primo anno di vita ed è caratterizzato inizialmente da debolezza muscolare, movimenti involontari degli occhi (nistagmo) e successivamente da ritardo nello sviluppo motorio; il quadro clinico sarà caratterizzato da spasticità, tremori del capo, segni cerebellari, instabilità posturale, ipostenia, atrofia ottica, deficit cognitivo, nistagmo oculare e, a volte, crisi epilettiche e deformità scheletriche conseguenti alle turbe motorie. La durata della vita è significativamente ridotta con decesso che in media avviene intorno ai 30 anni, in particolare per complicanze di ulcere da decubito.

forma connatale, che è il tipo più grave ed è caratterizzato da ritardo dello sviluppo mentale e fisico e da gravi sintomi neurologici; esordisce già nelle prime settimane di vita con sintomi quali ipostenia e spasticità, non viene acquisita l’abilità motoria; è trasmessa in modo autosomico recessivo, colpisce entrambi i sessi,

forma ad esordio adulto che è trasmessa come carattere eterosomico recessivo e dominante, quindi può colpire anche le donne, ed esordisce tra i 30-40 anni con una sintomatologia che può creare difficoltà di diagnosi differenziale con la Sclerosi Multipla (atassia, spasticità, ipereflessia, ipostenia degli arti e perdite delle capacità acquisite)

Nelle forme più moderate, i pazienti riescono a camminare con dei sostegni e a sviluppare un linguaggio comprensibile. È stato osservato che l’espressione della malattia è di solito omogenea tra diversi soggetti appartenenti alla stessa famiglia.

DIAGNOSI

La diagnosi viene fatta sulla scorta del quadro clinico, sulla presenza di un’alterazione significativo della conduzione intracerebrale dei potenziali evocati sensitivi e somato-sensoriali in contrasto con normale conduzione dei nervi periferici, su alterazioni di neuro-imaging ed in particolare un ipersegnale T2 diffuso della materia bianca in contrasto con un segnale T1 normale.

Non vi una correlazione esatta tra gravità delle alterazioni rilevate all’RMN o delle alterazioni elettrofisiologiche e gravità del quadro clinico.

La diagnosi può essere supportata anche da dati biochimici.

La consulenza genetica è indispensabile per le famiglie con pazienti affetti.

E’ possibile la diagnosi prenatale.

TERAPIA

Attualmente la terapia è sintomatica e di supporto.

STUDI IN CORSO

In questo momento è in corso uno studio di fase I (per il significato di fase I vedere questo articolo) presso la University of California, San Francisco (UCSF), Stati Uniti, in collaborazione con la società di bioetica STEMCELLS, Inc. per valutare la sicurezza del trapianto di cellule staminali in soggetti con malattia di Pelizaeus-Merzbacher (PMD).

Nel sito della ClinicalTrials.gov del Medline viene segnalato che lo studio è ancora in corso, ma non recluta più soggetti per la sperimentazione.

É focalizzato sul trattamento sperimentale di pochi soggetti con forma connatale grave.

Lo studio prevede un intervento chirurgico con trapianto cellule staminali nel sistema nervoso centrale, quindi una terapia con farmaci immunosoppressori per 9 mesi per prevenire il rigetto delle cellule staminali trapiantate. Successivamente i bambini saranno sottoposti a follow-up intensivo per 1 anno. Per ulteriori 4 anni verranno seguiti per verificare eventuali problemi connessi con le cellule impiantate.

Non sono ancora stati pubblicati dati sullo studio, nemmeno parziali.

 

Ricordo anche in questa occasione che si è in una fase assolutamente sperimentale, in assenza di risultati certi sulla sicurezza e tantomeno sull’efficacia del trattamento con cellule staminali.

SCONSIGLIO VIAGGI PRESSO CLINICHE EXTRAEUROPEE CHE PROMETTONO MIRACOLISTICI RISULTATI CON L’IMPIANTO DI CELLULE STAMINALI, PREVIO PAGAMENTO DI SALATI CONTI DI DEGENZA E TRATTAMENTO. ATTUALMENTE LA TERAPIA CON CELLULE STAMINALI PROMETTE TANTO, MA ANCORA SI E’ LONTANISSIMI DA UNA APPLICAZIONE CLINICA SICURA ED EFFICACE.

 

Link per notizie sullo studio con cellule staminali:

http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01005004?term=Pelizaeus&rank=1

http://neonatology.ucsf.edu/nbri/pmd-trial/default.aspx

 

Fonti:

http://malattierare.regione.veneto.it/cerca_it/dettaglio.php?lang=ita&id=2592

http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=702

http://www.webalice.it/posta.ailu/pelizaeus-merzbacher.html

 

(in inglese):

http://ghr.nlm.nih.gov/condition/pelizaeus-merzbacher-disease

http://www.ninds.nih.gov/disorders/pelizaeus_merzbacher/pelizaeus_merzbacher.htm

 

Questo link conduce ad una pagina di ricerca su medline con gli abstract e gli studi condotti sulla malattia negli ultimi anni:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Pelizaeus
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