INVALIDITA’ CIVILE: la cecità

Guida domanda invalidità civile: la cecità (aggiornato a gennaio 2014)

I soggetti che hanno una notevole riduzione delle loro capacità visive, fino alla cecità, hanno diritto ad una serie di benefici:

  • riduzione a meno di 1/20 della capacità visiva in entrambi gli occhi (visus corretto < 1/20) => si tratta dei cosiddetti ciechi parziali o “ventesimisti”; la riduzione a meno di 1/20 deve essere nell’occhio migliore e comunque con correzione di lenti, se possibile; cioè ad esempio, un soggetto con cecità totale in un occhio e visus corretto di 1/10 nell’altro non è considerato “ventesimista”. E’ considerato cieco parziale anche il soggetto il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10%.
  1. I ciechi parziali hanno diritto ad esenzione del Ticket per farmaci e prestazioni mediche
  2. I ciechi parziali, nell’anno 2014, hanno diritto ad una pensione di Euro 279,19 per tredici mensilità materialmente erogata dall’INPS; è necessario però che il reddito dell’anno 2013 non abbia superato la somma di Euro 16.449,85.
  3. Anche i minorenni ne possono usufruire.
  4. Al 65° anno di età non si trasforma in pensione sociale;
  5. é comunque incompatibile con una pensione sociale che quindi verrebbe eventualmente revocata.
  1. L’inps, nel 2014, eroga anche una “indennità speciale” di Euro 200,04 per 12 mensilità che viene concessa indipendentemente dal reddito.
  2. L’indennità speciale per i ciechi parziali è concedibile anche ai minorenni ma è incompatibile con l’indennità di frequenza.
  3. E’ inoltre incompatibile con altre indennità simili concesse per cause di guerra, servizio o lavoro.
  4. L’indennità è invece compatibile con la pensione spettante ai ciechi civili parziali.
  5. Comunque anch’essa viene erogata dopo il 65° anno di età e anch’essa è icompatibile con la pensione sociale.
  • Cecità totale => sono coloro che hanno totalmente perduto le capacità visive; sono riconosciuti ciechi totali anche coloro che hanno un residuo visivo praticamente insignificante (“motu mano”, cioè percezione al massimo del movimento della mano posta a pochi cm dagli occhi, “percezione luce”) e coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3%.
  1. I ciechi totali hanno diritto ad esenzione del Ticket per farmaci e prestazioni mediche.
  2. L’INPS, nell’anno 2014, eroga una Pensione di Euro 301,91 per 13 mensilità, che però sono ridotte a 279,19 se il disabile è ricoverato in un istituto con retta interamente o parzialmente a carico di un Ente Pubblico. E necessario però che il reddito dell’anno precedente non abbia superato la somma di Euro 16.449,85.
  3. La pensione non viene concessa ai minori.
  1. In aggiunta l’INPS eroga una “Indennità di Accompagnamento per ciechi assoluti” di Euro 863,85 mensili per 12 mensilità che è indipendente dal reddito (anche da lavoro che è permesso) ed è concessa anche ai minorenni.
  2. E’ eventualmente cumulabile con Indennità di Accompagnamento concessa agli invalidi civili o ai sordomuti, ma solo se le patologie per cui viene riconosciuto il diritto ad indennità di accompagnamento sono diverse da quelle che hanno provocato la cecità.
  3. E’ incompatibile con altre indennità simili concesse per cause di guerra, servizio o lavoro.

La valutazione viene fatta secondo le indicazioni della Legge 3 aprile 2001, n. 138

Per ulteriori notizie sulle agevolazioni concesse ai ciechi civili da ==> QUI


I deficit visivi con residuo visivo superiore ad 1/20 nell’occhio migliore potranno invece essere valutati secondo le indicazioni della tabella del DM 05/02/1992 , quindi nell’ambito più generale dell’invalidità civile.

Capitolo importante è quello delle distrofie corneali, per il quale in questo sito spesso rilevo accessi di soggetti che desidererebbero conoscere il grado di invalidità in forme più o meno rare di questo gruppo di patologie. Ma il discorso è allargabile a tutte le patologie dell’occhio che riducono le capacità visive in maniera più o meno accentuata.

La valutazione, in assenza di indicazioni precise in tabella, viene fatta sulla scorta del residuo visivo, secondo quanto prescritto da questa tabella che fa parte della tabella del DM 05/02/1992:

Terza parte: Tabella per la valutazione dei deficit visivi binoculari

VISUS 9/10 8/10 7/10 6/10 5/10 4/10 3/10 2/10 1/10 1/20 MENO DI 1/20
9/10 a 8/10 0 2 3 5 7 10 15 20
7/10 a 6/10 2 3 5 7 10 15 20 30
5/10 a 4/10 3 5 7 10 15 20 30 40
3/10 5 7 10 15 20 30 40 60
2/10 7 10 15 20 30 40 60 70
1/10 10 15 20 30 40 60 70 80
1/20 15 20 30 40 60 70 80 100
MENO DI 1/20 20 30 40 60 70 80 100 100

La percentuale di invalidità si ottiene dall’incrocio del visus dell’occhio peggiore sulla prima colonna con quella dell’occhio migliore sulla prima riga.

Dal monitoraggio degli accessi al blog ho notato che spesso ricorrono ricerche sul significato e sui benefici ottenibili in caso di residuo visivo indicato in cinquantesimi (1/50, 2/50, etc); quindi inserisco una breve tabella a questo proposito:

RESIDUO VISIVO VALUTAZIONE
1/50 ==>
  • è peggiore di 1/20
  • è meglio di “motu mano” e simili
  • NO cieco totale
  • SI cieco parziale
2/50 ==>
  • è peggiore di 1/20 (significa 1/25)
  • è meglio di “motu mano” e simili
  • NO cieco totale
  • SI cieco parziale
3/50 ==> è migliore di 1/20 (1/17 circa)
  • NO cieco totale
  • NO cieco parziale
  • SI valutazione secondo tabella DM 05/02/1992: 70% circa
4/50 ==> è migliore di 3/50
  • NO cieco totale
  • NO cieco parziale
  • SI valutazione secondo tabella DM 05/02/1992: 60% circa

 


 

Naturalmente nella tabella esistono altre infermità oculistiche suscettibili di valutazione:

cod.

APPARATO VISIVO

min.

max.

fisso

5001 ANOFTALMO CON POSSIBILITÀ DI APPLICARE PROTESI ESTETICA 0 0 30
5002 ANOFTALMO SENZA POSSIBILITÀ DI APPLICARE PROTESI ESTETICA 31 40 0
5003 CATARATTA (CONGENITA – TRAUMATICA – SENILE) SENZA RIDUZIONE DEL VISUS INTERVENTO CHIRURGICO POSSIBILE 0 0 5
5004 CECITÀ BINOCULARE 0 0 100
5005 CECITÀ MONOCULARE 0 0 30
5006 CECITÀ MONOCULARE CON VISUS DELL’OCCHIO CONTROLATERALE SUP. 1/20 – INF. 3/50 81 90 0
5007 CECITÀ MONOCULARE – VISUS CONTROLATERALE SUP. 3/50 INF. 1/10 CON RIDUZIONE DEL CAMPO VISIVO DI 30° 71 80 0
5008 CECITÀ MONOCULARE – VISUS NELL’OCCHIOCONTROLATERALE INF. 1/20 91 100 0
5009 CHERATOCONO – POSSIBILITÀ DI CORREZIONE CON OCCHIALI O LENTI CORNEALI 0 0 5
5010 DIPLOPIA IN POSIZIONE PRIMARIA 0 0 25
5011 DIPLOPIA NELLO SGUARDO IN ALTO 0 0 5
5012 DIPLOPIA NELLO SGUARDO IN BASSO 0 0 20
5013 DIPLOPIA NELLO SGUARDO LATERALE 0 0 10
5014 DISCROMATOPSIA CONGENITA O ACQUISITA 1 10 0
5015 EMIANOPSIA BINASALE 0 0 20
5016 EMIANOPSIA BITEMPORALE 0 0 60
5017 EMIANOPSIA INFERIORE 0 0 41
5018 EMIANOPSIA NASALE 0 0 10
5019 EMIANOPSIA OMONIMA 0 0 40
5020 EMIANOPSIA SUPERIORE 0 0 10
5021 EMIANOPSIE MONOCULARI CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE 0 0 20
5022 EMIANOPSIE MONOCULARI SENZA CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE 0 0 60
5023 MALATTIE DEL VITREO CON VISUS INFERIORE A 5/10 0 0 10
5024 QUADRANTOPSIE – SUPERIORE O INFERIORE 0 0 10
5025 RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO FRA 10° E 30° DAL PUNTO DI FISSAZIONE DI UN SOLO OCCHIO 0 0 10
5026 RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO FRA 10° E 30° IN ENTRAMBI GLI OCCHI 31 40 0
5027 RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO INFERIORE A 10° IN UN SOLO OCCHIO 0 0 15
5028 RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO INFERIORE A 10° IN ENTRAMBI GLI OCCHI 0 0 80
5031 PERDITE DEL VISUS MONO E BINOCULARI (PUNTEGGIO COME DA TABELLA ALLEGATA) (*) 0 0 0
5101 COLOBOMA 0 0 5
5102 CORIORETINITE – ESITI CICATRIZIALI SENZA RIDUZIONE DEL VISUS O CAMPIMETRICA 0 0 5
5103 DISTACCO DI RETINA – OPERATO CON RECUPERO DELLA FUNZIONE 0 0 5
5104 ECTROPION PALPEBRALE 0 0 8
5105 ENTROPION PALPEBRALE 1 10 0
5106 GLAUCOMA ACQUISITO 11 20 0
5107 GLAUCOMA CONGENITO 0 0 10
5108 OCCHIO SECCO 1 10 0
5109 PARALISI DEL M. ORBICOLARE 1 10 0
8005 EPIFORA 1 10 0

Infine, solo a fine esemplificativo, faccio rilevare che la “cecità monoculare” è valutata nella misura del 30%, insufficiente da sola ad ottenere qualunque beneficio.

TABELLA RIASSUNTIVA

Sintesi della legge 138/2001 DM Sanità 05/02/1992
DEFINIZIONE Residuo Visivo (RV) in entrambi gli occhi, o nell’occhio migliore Residuo Perimetrico Binoculare (RPB) Restringimento concentrico con campo residuo (CR), mono e bilaterale(M/B)
Cieco Totale Spento, Ombra e luce, Motu manu < 3 % CAMPO RESIDUO Codice %
Cieco Parziale =< 1/20 cc o conta dita < 10 % <10° M 5027 15
Ipovedente Grave =< 1/10 cc < 30 % <10° B 5028 80
Ipovedente Medio-grave =< 2/10 cc < 50 % 10-30° M 5025 10
Ipovedente Lieve =< 3/10 cc < 60 % 10-30° B 5026 31-40

 

Dott. Salvatore Nicolosi



 


Commenti

INVALIDITA’ CIVILE: la cecità — 178 commenti

  1. Salve, ho una figlia con invalidità al 100% e ormai da qualche hanno le hanno tolto la cecità in quanto dicono che secondo loro vede. Vorrei sapere se, secondo queste documentazioni potrei fare riscorso oppure no.
    - visus 00 non rilevabile per mancanza di collaborazione, non è possibile risalire neanche ad un residuo visivo dai potenziali visivi evocati in quanto non è in grado di fissare neanche durante l’esecuzione degli esami.
    Il segmento anteriore è nella norma.
    Il fundus oculi presenta corioretinosi miopica con papilla pallida.
    Ringraziando porgo cordiali saluti

    • Buongiorno.
      Il ricorso è solo giudiziario, nel senso che si deve avviare una azione legale dove è previsto il cosddetto Accertamento Tecnico Preventivo (ATP); in sostanza un medico consulente del tribunale, un CTU, visita il richiedende e espone al giudice il proprio parere tecnico rispetto alle richieste.

      Non sempre il CTU è una specialista nella materia riguardante le malattie del richiedente, quindi eventualmente fa riferimento alla documentazione specialistica presentata.
      Inoltre, in medicina legale le incertezze non portano da nessuna parte, soprattutto in sede di giudizio; il CTU quindi deve avere a disposizione gli elementi per proporre al giudice una propria valutazione tecnica, sia che abbia competenze specilistiche specifiche, nel suo caso un oculista ad esempio, sia che non le abbia ma, in qiesto caso, è tenuto a utilizzare le competenze specialistiche di altri.

      Nel suo caso, purtroppo, non ci sono i requisiti, stante a quanto mi scrive, per arrivare ad un giudizio di certezza o, per lo meno, di probabilità che sfiora la certezza.
      La documentazione di cui mi scrive in sostanza non dice nulla e non da certezze.
      Il CTU non potrebbe fare altro che proporre ipotesi che, in questi casi, non danno la possibilità di giudicare positivamente rispetto alla richiesta.

      L’unica sua possibilità è provare la sussistenza del grave deficit visivo di sua figlia. Su come fare non saprei proprio, ma è l’unica via.

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  2. La legge 508/88 che prevede l’accompagnamento? Oppure l’identità speciale? O entrambe? Non riesco a capire perché io leggo che mi hanno inserito due articoli di cui 382/77 e 508/88 cosa Vogliono dire?

    • Buonasera

      Lasci perdere le indicazioni della legge indicate nel verbale, la risposta non sta li; in realtà la Commissione neppure si occupa di quale beneficio economico erogare nel caso della cecità.

      La Commissione dichiara il richiedente “cieco assoluto” oppure “cieco parziale”, in quest’ultimo caso con una dizione in cui, approssimativamente, si afferma che si tratta di soggetto con residuo visivo uguale o inferiore ad 1/20 nell’occhio migliore.

      I benefici economici poi sono praticamente automatici in rapporto alla valutazione medico-legale della Commissione, naturalmente se ne ricorrono i requisiti amministrativi (limiti di reddito ad es.).

      La Legge 508/88 si occupa complessivamente dei benefici ai ciechi civili, totali o parziali che siano, la legge 382/77 attribuisce agli enti locali l’intera materia dell’assistenza sociale e sanitaria.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  3. SALVE, VOLEVO SAPERE LA COMMISSIONE MEDICA PER L’ACCERTAMENTO
    DELL’INVALIDITA’ CIVILE, DELLE CONDIZIONI VISIVE E DELLA SORDITA’
    ha rilasciato questo tipo di Valutazione proposta dal CML:
    CIECO CON RESIDUO VISIVO non superiore ad 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione(L.382/70 e 508/88).
    Cosa gli aspetta economicamente?

    • Buonasera.

      In questo caso è stata accolta la cecità parziale, quindi (faccio copia ed incolla dall’articolo):
      una pensione di Euro 279,19 per tredici mensilità materialmente erogata dall’INPS; è necessario però che il reddito dell’anno 2013 non abbia superato la somma di Euro 16.449,85.

      L’inps, nel 2014, eroga anche una “indennità speciale” di Euro 200,04 per 12 mensilità che viene concessa indipendentemente dal reddito.

      Ci sono però alcune precisazioni, le potrà trovare più sopra.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  4. Buongiorno, un mio giovane assistito da poco maggiorenne affetto da retinite pigmentosa ha inoltrato richiesta di visita alla Commissione Ciechi INPS per aggravamento, usufruiva di un indennità di frequenza dal 2008 quale “minore con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età..”. In esito alla suddetta visita è stato trasmesso il verbale in cui leggo: Diagnosi DEGENERAZIONE TAPETO RETINICA OO. NON DI COMPETENZA COMMISSIONE CIECHI CV 120 PUNTI SCREENING: OD 15% OS 10% PERFORMANCE. Esame obiettivo: VOD 2-3/10 cc VOS 1/10 cc. Pertanto è risultato PRIVO delle minorazione visive previste dalla legge (non cieco civile).
    Ora si è sottoposto ad una visita da uno specialista presso la ASL che ha accertato i seguenti valori:
    VOD 1/50 sf 4 cil 175 a 5°
    VOS 2/50 sf 450 cil 1 a 180° int
    BOO diottri oculari trasparenti
    FOO (midiriasi) papilla piccola e grigiastra, diffuse alterazioni pigmentarie, ecc.
    CV binoculare estremamente ristretto (con lenti punti Esterman 12).
    La difformità dei valori rispetto a quanto accertato dalla Commissioni appare evidente, il consiglio che Le chiedo è se ritiene più opportuno richiedere una nuova visita di aggravamento supportata da questa ultima documentazione o partire direttamente con un ricorso (previo ATP)?
    Grazie della disponibilità e cortesia.
    Avv. B. Pisano

    • Buonasera
      I dati inseriti nel verbale in effetti, pur di poco, sono al di sopra dei limiti per il riconoscimento della cecità parziale, e mi riferisco in particolare all’esame del campo visivo che è improbabile, anzi impossibile, sia stato eseguito dalla commissione. Sull’esame obiettivo della Commissione non posso discutere, ma mi chiedo che certificazione aveva presentato il suo assistito.

      In ogni caso, nell’azione giudiziaria con ATP potrebbero nascere dei problemi sulla decorrenza, in quanto il CTU potrebbe riconoscere la condizione di cecità parziale “a partire dalla data di effettuazione della visita del medico ASL”. Ma per la verità in questi casi sono comunque favorevole ad intraprendere il ricorso piuttosto che un aggravamento; non è raro che anche la nuova istanza venga respinta con conseguente inutile perdita di tempo.
      Negli ultimi anni ho notato che, nelle situazioni di confine, nei soggetti giovani e in condizioni chiare ma poco documentate, le Commissioni preferiscono bocciare le istanza, a volte irragionevolmente.
      Ma un ricorso ben documentato in una situazione di chiarezza diagnostica non può mancare l’obiettivo.

      La invito però a far supportare il suo assistito da un medico legale o esperto in medicina legale per maggiore tranquillità.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Grazie per la risposta mi è stato davvero molto utile. Per quanto riguarda la documentazione portata dal mio assistito in Commissione aveva un referto oculistico specialista ASL convenzionato con unione ciechi di alcuni mesi prima in cui veniva accertato un residuo visivo VOS 1/20 e VOD 1/20, il campo visivo aveva gli stessi valori di quello svolto successivamente. Ora tra giugno 2013 e marzo 2014 (ultima visita) c’è stato un notevole peggioramento stando ai referti; nel mezzo, dal punto di vista temporale, la Commissione ha espresso il parere che le avevo riportato. Unica remora per l’azione giudiziale sono le precarie condizione economiche del ragazzo che non gli consentirebbero di sopportare le spese delle consulenza tecnica d’ufficio…
        Saluti.

        • Buonasera.
          Ma se le condizioni economiche sono molto precarie, considerando il reddito familiare, non dovrebbero esserci i requisiti per la dispensa dalle spese di giudizio o addirittura per il gratuito patrocinio?
          Comunque si tratta di scelte dettate da condizioni particolari su cui non posso consigliare.
          Entrambe le scelte sono valide ed entrambe dovrebbero permettere di ottenere quanto gli spetta di diritto.

          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

  5. Buongiorno, io ho il cheratocono al 4′ stadio. Nel 2003 ho fatto il trapianto nell’occhio destro, il sinistro sarebbe da fare, ho lo sfiancamento della cornea con opacizzazione dell’apice, ma ora non ho le possibilità. La mia vista con correzione con occhiali: 9/10 occhio trapiantato e quasi niente occhio malato 1/10 non è possibile correggere. Senza occhiali è 1/10 sinistro 3/10 destro. Esiste una percentuale di invalidità per me? posso chiedere l’iscrizione alle categorie protette? grazie l’attenzione

    • Buonasera.
      Se osserva la tabella noterà che:
      1) visus 1/10 e 9/10 con correzione nei due occhi è valutabile il 10%;
      2) il cheratocono, di per sè, è valutabile solo il 5%.

      Per l’iscrizione nelle cosiddette “categorie protette” necessita il riconoscimento di almeno il 46%.

      Nel suo caso quindi siamo molto lontani dauna percentuale di invalidità utile.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  6. Buona sera, vorrei un informazione,per favore.Con questi risulatati> Vs 5/10-1,5-1
    Vd 6/10-1,25-2 AX 160 AX 175 si puo fare la domanda per la cecità parziale? Anticipatamente ringrazio.

    • No naturalmente.
      Per la cecità parziale occorre che l’occhio MIGLIORE sia con un visus uguale o inferiore ad 1/20; l’occhio peggiore, proprio perchè peggiore, deve essere uguale o con un visus residuo ancora più ridotto.
      Nel suo caso, togliendo le indicazioni per le lenti, risulta un visus di 5/10 a sinistra e 6/10 a destra, molto meglio di quanto richiesto dalla normativa.

      Saluti.
      Dott. Salvatore NIcolosi

  7. buona sera volevo un informazione e un bimbo di ed e nato con un glaucoma congenito non vedente e nel altro occhi gli manca quasi gradi e percepisce di una frequenza scolastica volevo sapere se potevo fare qualche altra richiesta

    • Se le capacità visive nell’occhio “buono”, dopo che mette gli occhiali, sono normali, allora non si può avere nulla di più dell’indennità di frequenza.

      Saluti

  8. Buongiorno, ho un visus OD 8/10 OS <1/10.Faccio il meccanico e ho molte difficolta'con il lavoro,pensa che mi spetti qualcosa? Se si avro' problemi con la patente di guida?.
    Grazie

    • Buonasera.
      In ambito di invalidità civile il deficit visivo che mi indica non raggiunge una percentuale superiore al 15%, troppo poco per un qualsiasi beneficio.
      Ma anche in ambito di pensione di invalidità contributiva, quindi l’assegno ordinario di Invalidità INPS, non mi pare che sussistono i requisiti.
      Ma comunque bisognerebbe vedere la documentazione; potrebbe chiedere una consulenza di un medico legale o di un medico esperto in medicina legale per maggiore sicurezza.

      Saluti.
      Dott. Salvatore NIcolosi

  9. Buongiorno,
    Le chiedo una piccola delucidazione per un eventuale ricorso. Ho fatto la commissione ciechi il 21 di questo mese. Ho portato come documentazione medica un certificato occulistico che attesta: OD = bulbo subatrofico (ho una protesi estetica), OS = 2 distacchi di retina risolti con 2 cerchiaggi, visus attuale 2/10 corretti, IOL con fissazione sclerale, frammento di coroide o dello stesso cristallino che mi hanno asportato che naviga liberamente nel vitreo e che mi provoca cecità temporanee, CV = 17 punti su 120 visti.

    La commissione era composta da una segretaria al computer un occulista e un medico legale; la visita è durata si e no 3 minuti. Alla fine della visita ho chiesto qual’era la valutazione, mi hanno risposto ….e ma Lei vede 2/10 scuotendo il capo.

    Ho fatto circa 20 gg. prima la visita per la legge 104 e la commissione era composta da almeno 5 medici un assistente sociale…… e mi hanno riconosciuto l’handicap grave!!

    Secondo Lei cosa mi posso aspettare?
    Ma sopratutto la commissione non dovrebbe avere piu componenti?

    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

    Contu Manolo

    • Buonasera.
      Se ha letto la pagina, vedrà che il requisito per essere riconosciuti ciechi parziali è che l’occhio MIGLIORE abbia un visus residuo uguale o inferiore ad 1/20, … e ciò indipendentemente dai componenti della Commissione.
      In effetti 2/10 sono meglio di 1/20, quindi secondo la normativa lei non ha i requisiti per essere riconosciuto cieco civile.

      I requisiti indicati dalla legge 104/92 sono totalmente diversi, quindi non paragonabili, anche se a volte (non sempre) sono sovrapponibili.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Buongiorno,
        mi scusi Dott. Nicolosi quindi se il visus e superiore a 1/20 il campo visivo non viene considerato dalle commissioni?

        Saluti.

        Contu Manolo

        • Si, certamente, ma anche in questo caso ci sono dei valori di riferimento, che nel suo caso sembrano soddisfatti, infatti 17/120 è meno del 10%. Ma le commissioni, almeno nella mia zona, hanno sempre avuto un atteggiamento diffidente nei confronti del campo visivo, e io in genere cerco di fare l’avvocato del diavolo per una sorta di realismo che mio porta ad evitare di creare speranze che poi possono essere deluse.
          Il ricorso è giudiziario, con il sistema dell’Accertamento Tecnico proventivo.
          Saluti

  10. Buongiorno. A mia moglie è stato diagnosticato, a seguito di maculopatia retinica, un visus 1/10 ad un occhio e conta dita a 20 cm. nell’altro con un campo binoculare residuo pari al 23%. Abbiamo presentato istanza per il riconoscimento dell’invalidità per cieco civile la cui convocazione è avvenuta nel corrente mese di marzo. In base alla Sua esperienza possiamo aspettarci qualche cosa? quanto meno l’esenzione? Ringrazio anticipatamente

    • Buongiorno.
      Se la Commissione, come spero, ha tenuto conto alla lettera delle indicazioni della tabella del DM 05/02/1992, di cui c’è un estratto in questa pagina, la percentuale riconoscibile è l’80%, quindi ampiamente al di sopra di quanto necessario per l’esenzione dal Ticket per le prestazioni specialistiche, di diagnostica e di laboratorio e per la concessione di pensione di invalidità civile (se ricorrono anche i limiti di reddito).
      Se non ne ha tento conto, e qui il calcolo è praticamente matematico, allora consiglio di proporre ricorso nelle modalità previste.

      Saluti
      Dott. Salvatore NIcolosi

  11. Buongiorno le scrivo per chiedere il suo parere:
    Mia madre ultra 65enne ha presentato domanda per invalidità: cieco civile, invalidità e handicap.
    Nel verbale delle ultime due è stata riconosciuta “INVALIDO ultrasessantacinquenne con difficoltà persistente a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età (L.509/88. 124/98) e per la legge 104, PORTATORE DI HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA’ (COMMA 3 ART.3)”
    A fronte di una diagnosi del 2014 ODV Moto della mano, OSV Moto della Mano in coroidosi miopica evoluta in cataratta OS. esiti di distacco retinico OD. IPA.
    Purtroppo, per la prima e più importante, ai fini di un sostegno economico non è stata riconosciuta cieco civile.
    “PRIVO delle minorazioni visive previste dalla legge n°382/70 – non cieco civile”
    Le sembrerà strano, come è sembrato strano alla commissione per Handicap/104, questo verdetto.
    Purtroppo quando abbiamo fatto la visita medica non eravamo in possesso dell’ultimo certificato oculistico fatto in ospedale dove si riscontrava il moto mano, ma solo un certificato oculistico fatto in asl nel 2013 con diagnosi:
    Intervento distacco di retina occhio destro in miopia elevata, recidiva distacco di retina del 1985,
    ODV PL e PC; OSV -16,00 SF 1/10; mai operata per cataratta.
    La commissione medica per la cecità ci ha liquidato dicendo che mia madre dovrebbe operarsi di cataratta, visto che come da certificato nel 2002 aveva in OSV 5-6/10 – 15; ODV meno 1/10. Ignorando il certificato del 2007 OSV 4/10 -16
    Peccato che a verbale hanno scritto certificato del 2012 e non 2002. Bocciando così la domanda.
    La seconda commissione medica per Handicap/104. ci suggerisce di rifare la domanda solo per cecità per aggravamento, a fronte dell’ultimo certificato oculistico.
    Io visto l’errore speravo in una revisione d’ufficio a causa della valutazione con data errata, ma l’inps mi ha spiegato che si tratta solo di un errore di trascrizione, e non posso dimostrare che è stata bocciata perchè la commissione ha valutato quel certificato come 2012 e non vecchio di ben 12 anni.
    Mi suggeriva di procedere con ricorso giudiziario (ma non vorrei sobbarcarmi spese eccessive), o con nuova domanda per aggravamento.
    In sintesi quello che volevo chiederle è se secondo lei mia madre ha i requisiti per essere riconosciuta cieco civile?
    Prima di rimbarcarmi in una nuova domanda di invalidità, e sentir liquidare mia madre in commissione con “dovrebbe operarsi di cataratta”.
    Purtroppo anche se la cataratta si sta indurendo sempre più, mia madre ha paura ad operarsi perché le 2 precedenti operazioni di distacco di retina(1984/85) non sono riuscite tanto che nell’occhio operato non è consigliata l’operazione, ma eventualmente solo nell’altro.
    Per quanto riguarda i limiti di reddito mio padre percepisce una pensione con reddito annuo maggiore di 16.000,00 euro
    Cordialmente

    • Buonasera
      Il certificato del 2013 indica, a carico dell’occhio sinistro, un visus corretto con lenti di 1/10 ( … OSV -16,00 SF 1/10 …) e ciò in effetti esclude che si venga giudicati affetti da cecità, totale o parziale che sia; ricordo che per la cecità parziale il residuo visivo deve essere uguale o minore di 1/20 nell’occhio “migliore”; nel caso di sua madre, essendo 1/10 era “migliore”. Anche i certificati del 2002 e del 2007 erano inadeguati.
      La Commissione, indipendentemente da atteggiamenti non consoni, in sostanza ha giudicato correttamente rispetto alla certificazione prodotta, per come mi riferisce.
      Effettivamente, se il visus attuale è “motu mano bilaterale”, come sembrerebbe dal certificato del 2014, allora attualmente esistono i requisiti per il riconoscimento della cecità totale e quindi una nuova istanza, solo per la cecità, è proponibile, Poichè però una delle ragioni del grave deficit visivo è una cataratta, in via teorica, grazie ad intervento chirurgico il visus potrebbe migliorare, quindi molto probabilmente la commissione inserirebbe una revisione nel medio termine, in genere ad 1 anno, tranne che lo specialista, motivandola, non certifichi che sussiste una controindicazione all’intervento o che comunque l’intervento non porterebbe un beneficio.
      Il reddito del coniuge non ha importanza.
      Se non dovesse essere accolta, non abbia timore di fare un ricorso giudiziario.
      Ormai i tempi di espletamento della causa, con il nuovo rito dell’accertamento tecnico preventivo, sono molto più brevi e le spese, se ci si rivolge ad un patronato organizzato, non sono eccessive.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  12. Salve, sono un ipovedente, dal 2007 sono stato riconosciuto invalido civile al 74% e non sono stato più richiamato a visita revisione.
    Ora mi hanno convocato a visita per il collocamento mirato, e come documentazione ho un residuo visivo di un 1/10 ad entrambi gli occhi e un campo visivo del 30%. Con questa documentazione, vengo valutato con gli stessi criteri del 2007,o in alternativa, quali sono? Grazie

    • Buonasera.
      Se la chiamata a visita è per il collocamento mirato, legge 68/1999, la commissione non modifica assolutamente (perchè comunque non lo può fare) il giudizio espresso in sede di valutazione di invalidità civile, ma esclusivamente fa diagnosi e compila la “scheda funzionale” per la valutazione delle residue capacità lavorative.
      In ogni caso, anche se fosse stato chiamato a visita per una revisione straordinaria di invalidità civile, dal 2007 le modalità valutative e le tabelle di riferimento non sono cambiate.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  13. Salve, sono una ragazza di ventisei anni, cieca da un occhio. L altro miope , ed pian piano tende a peggiorare . Adesso mi mancano 4 gradi e mezzo da questo. Mi spetterebbe qualcosa?

    • Buonasera.
      Ciò che conta non è la gradazione delle lenti necessaria ad ottimizzare il visus, ma il “visus corretto”,cioè quanto si riesce a vedere dopo che si indossano le lenti.
      Se con le lenti il visus corretto nell’occhio “sano” è buono (9-10/10), allora la percentuale di invalidità riconoscibile è solo il 30% in invalidità civile “comune”, quindi senza alcun beneficio economico. In ogni caso non sussistono i requisiti per la cecità parziale.

      Rassumendo: da quello che mi pare di capire, non ci sono i requisiti per ottenere una pensione di invalidità con le infermità da lei descritte.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  14. Salve, chiedo un’informazione: a febbraio ho subito il trapianto della cornea all’occhio sx e per settembre dovrei sottopormi ad analogo intervento per l’occhio dx. Mi hanno comunicato un codice di esenzione che, a mio giudizio serve ad arrabbiarsi e basta poikè tutti i farmaci sono in fascia C. La domanda è: per le assenze dal lavoro per malattia, esiste un’agevolazione per chi subisce un trapianto? Sono già ad una decurtazione del 30%. Considerando che non serve nemmeno chiedere visite per invalidità o l. 104 poikè il punteggio massimo per il trapianto della cornea è appena il 5%. Chissà perché in questi casi viene definito “tessuto” in altri “organo”…

    • Che io sappia non esistono particolari agevolazioni in quanto considerata “malattia comune” ;-(

      L’esenzione comunque esonera da pagamento dei Ticket per le prestazioni specialistiche.

      Ma, se è dipendente privato e se ha i requisiti, potrebbe presentare, in via teorica perchè non conosco il suo lavoro e nemmeno la situazione contributiva, una domanda di assegno ordinario di invalidità (veda QUI)

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  15. Buongiorno, Le scrivo per sottoporVi il mio problema. All’età di 18 anni ho scoperto di aver completamente perso la vista da un occhio a seguito di un emangioma cavernoso coroidale che non si può curare. Mi sottoposi alle visite per l’invalidità e mi hanno dato una percentuale del 54%, considerando che ho anche un problema al ginocchio che non mi permette di svolgere normalmente tutte le attività. Ora a distanza di anni mi chiedo è corretta la percentuale che mi hanno dato? cosa mi consigliate di fare? La ringrazio anticipatamente.

    • Buongiorno.
      Se ha visto la tabella in questa pagina, ha sicuramente notato che la cecità in un occhio, con l’altro normale (9-10/10) è valutata solo il 30%. Quindi da questo punto di vista direi che la percentuale riconosciuta allìepoca era corretta. Per quanto riguarda il “problema” al ginocchio naturalmente non sono in grado di effettuare una valutazione, ma tenga presente che in questa tabella viene molto esaltato il valore dei blocchi articolari, piuttosto che di eventuali problematiche tipo meniscopatie al ginocchio.
      Però attenzione: attualmente c’è una generale tendenza a ridurre le valutazioni, piuttosto che ad incrementarle.
      Se il 54% in suo possesso è utile per il suo lavoro, in quanto iscritta nelle liste della massima occupazione come disabile, valuti con attenzione se effettuare una istanza di aggravamento che potrebbe non portare benefici, anzi …

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  16. Buonasera,

    un ipovedente con all’occhio destro 2/50 e all’occhio sinistro 3/50 viene considerato ipovedente grave e quindi ha diritto all’IVA al 4% per l’acquisto di un auto o no?

    Grazie per la risposta che saprete darmi

    • Si, ma deve essere riconosciuto soggetto con handicap in condizione di gravità, ai sensi della legge 104/92, art. 3 comma 3.

      Saluti

  17. Salve,
    volevo chiederle gentilmente se poteva spiegarmi brevemente la differenza tra citofotocoagulazione e ciclofotocoagulazioneoteva,dato che mi è stato riportato in maniera diversa in due certificati diversi

    Cordiali saluti

    • Buonasera.
      Della Ciclofotocoagulazione so qualcosa (per notizie semplici da QUI).
      Della “Ciclofotocoagulazioneoteva” non ho mai sentito parlare; potrebbe essere un errore ortografico?

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  18. Salve,
    ho subito vari interventi chirurgici tra cui: vitrectomia bilaterale, cataratta bilaterale, cerchiaggio bilaterale,impianto di valvola di Baerveldt in occhio sinistro e citofotocoagulazione in occhio destro. A fronte di ciò ho un visus pari a 0 in occhio sinistro( percezione di movimenti a 30 cm ) e visus con correzione visiva pari a 2/10 in occhio destro e un campo visivo ridotto a 40 gradi. Puo quantificarmi gentilmente la percentuale di invalidità in via approssimativa per effettuare la domanda di invalidità? Cordiali saluti

    • Buonasera.
      Intorno al 70% per il deficit visivo; la Commissione però dovrebbe/potrebbe aggiungere qualcos’altro per la presenza del glaucoma e del deficit campimetrico.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  19. No capisco se viene riconosciuta la cecità parziale ha diritto anche l’invalidità civile che ha già? Invalidità vivile + cecità ?

    • Se nella diagnosi del verbale di invalidità civile, tra le altre malattie, è presente “anche” il deficit visivo, in teoria potrebbero chiamarlo a visita di controllo per verificare la percentuale di invalidità eliminando questa infermità; se comunque supera il 74% entrambe le prestazioni verrebbero pagate entrambe.
      Se invece non è presente, allora in effetti usufruirebbe di entrambe le prestazioni, quindi invalidità + cecità parziale, senza alcun ulteriore problema.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  20. Salve, vi ringrazio anticipatamente.
    Volevo chiedere un altra informazione, mia madre quasi sicuramente verrà riconosciuta la cecità parziale. Per quando riguarda l’invalidità civile a mia madre prima che effettuava la visita per la cecità è stata riconosciuta come percentuale il 90 per cento, ora che verrà riconosciuta la cecità parziale verrà riconosciuta al 100 per cento l’invalidità civile?
    Vi ringrazio anticipatamente.

    • Buonasera.
      NO, non possono essere percepite due prestazioni per la stessa patologia o comunque se la stessa patologia è determinante per il riconoscimento di entrambi i benefici.
      Quindi se percepisce un beneficio economico per l’80% di invalidità civile, potrebbe essere richiamata a visita per una valutazione della percentuale di invalidità “a prescindere dal deficit visivo”.
      Inoltre, per ottenere il 100%, eventualmente, dovreste voi presentare una istanza, il riconoscimento non è mai automatico e comunque, visto quello che le ho riferito prima, il deficit visivo non verrebbe considerato, a meno di errori della Commissione, e addirittura potrebbero ridurre la percentuale riconosciuta.

      Consiglio di stare attenti a presentare istanze che potrebbero danneggiare piuttosto che portare benefici.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

    • Buonasera.
      La percentuale di cui lei riferisce è stata assegnata dalla Commissione Invalidi Civili o dall’INAIL?; Intendo capire se la perdita della vista dall’occhio è avenuta per infortunio sul lavoro, in quanto le tabelle delle percentuali sono diverse nei due ambiti.
      Attendo precisazione.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  21. Mio padre è affetto da glaucoma secondario,distacco di retina,ha subito interventi di:vitrectomia binoculare,con recidivo in occhio sinistro,cataratta binoculare, cerchiaggio binoculare,impianto di valvola di Baerveldt in occhio sinistro,citofotocoagulazione in occhio destro e vari interventi con laser.Ha un visus residuo di 2/10 corretti con lenti con campo visivo ridotto al 50% in occhio destro e visus 0/10 (percepisce movimenti fino a 30 cm in occhio sinistro ).Con tale menomazione,che percentuale si presume possa ottenere facendo domanda di invalidità?

    • Buongiorno.
      il visus corretto 2/10 in un occhio e meno di 1/20 nell’altro è valutabile il 70%.
      Le problematiche dell’occhio sinistro sono “assorbite” dal deficit visivo.
      Considerando il glaucoma e il deficit del campo visivo, dovrebbe superare il 74%.

      Saluti.
      Dott. Salvatore NIcolosi

    • Buonasera, vorrei porle questa domanda, mio padre 80enne sofre di maculopatia degenerativa…sostanzialmente da un po non guida più e dei giornali ormai vede solo i titoli piu grossi.
      la recente visita oculistica riporta
      occhio destro 1-2/10 csl nm la precedente era 3/10 csl
      occhio sinistro 2/10 con ricerca la precedente era 2/10 csl

      Rientra in qualche categoria di cecità?

      Insieme ala richiesta di visita per invalidità andrebbe fatta anche quella per 104?

      La ringrazio

      • Buonasera.
        No, di “categorie” di cecità che diano diritto a benefici specifici ne esistono solo due, cioè la cecità totale e la cecità parziale; quest’ultima, come anche specificato nella pagina, è riconosciuta se il residuo visivo nell’occhio “migliore” è uguale o inferiore ad 1/20, quindi molto peggiore di quello da lei indicato.
        Eventualmente può far parte del quadro invalidante in una istanza di invalidità civile ordinaria.
        L’istanza per ottenere i benefici della legge 104/92 “può” essere inoltrata contestualmente a quella di invalidità civile, utilizzando lo stesso certificato se il medico certificatore barra, oltre alla casella “invalidità”, anche quella “handicap”.
        Specifico che può essere presentata, non obbligatoriamente “deve” essere presentata; va presentata se serve e se si ritiene che ne sussistono i requisti per il riconoscimento.

        Saluti.
        Dott. Salvatore Nicolosi

  22. Buonasera
    volevo chiedere alcuni chiarimenti, mia madre da poco ha effettuato una visita oculistica, ad un occhio non vede e l’altro vede 1/60.
    La domanda è ha diritto alla cecità? cecità parziale o totale? 1/60 è inferiore o superiore a 1/20?
    In attesa di una vostra risposta Vi ringrazio anticipatamente.

    • Buonasera.
      1/60 è peggio di 1/20.
      Il deficit visivo indicato è compatibile con cecità parziale. Può presentare l’istanza per concessione dei benefici ai ciechi civili parziali.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Ti ringrazio di avermi risposto.
        Con la cecità parziale hanno diritto all’accompagnamento? e come va presentata l’istanza per concessione dei benefici ai ciechi civili parziali? e quali sono i benefici ai ciechi parziali? Ti ringrazio anticipatamente

        • Buongiorno.
          I benefici sono descritti in questa pagina, all’inizio: “riduzione a meno di 1/20 della capacità visiva in entrambi gli occhi (visus corretto < 1/20) …”.
          Per ciò che riguarda l’istanza, è identica a quella per concessione di invalidità civile, quindi certificato on-line inviato da un medico dotato di apposito PIN in cui va barrata la voce “cecità”, poi domanda tramite patronato entro 90 giorni dalla data del certificato. IN seguito si verrà chiamati a visita e in quella sede si può produrre la documentazione specialistica probante.

          Saluti.
          Dott. Salvatore Nicolosi

  23. Buonasera,
    scrivo per avere informazioni riguardanti la situazione di mio padre.
    Abbiamo fatto domanda di aggravamento per la cecità civile a cui è seguita una visita a metà dicembre 2013. La scorsa settimana siamo stati convocati ad un ulteriore visita diretta presso l’Inps (effettuata questa mattina) in cui ci è stata chiesta copia della documentazione specialistica senza nessuna visita.
    In pratica è stato consegnato lo stesso referto specialistico che abbiamo consegnato alla commissione integrata alla Asl a dicembre.

    Il certificato di cui parlo cita testualmente:
    Visus OD conta dita incerta
    visus OS motu manu
    a cui è allegato il campo visivo e viene certificato un residuo visivo del 2%.

    Secondo il suo parere avrà diritto a qualcosa almeno questa volta?
    La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.
    Saluti.
    Francesca

    • Buonasera.
      La certificazione di cui mi date notizia è compatibile con il riconoscimento di “cieco assoluto”.
      Se non dovesse venire accolta, consiglio di procedere a ricorso; il ricorso in questo caso può essere solo giudiziario, cioè si intenta una causa contro l’INPS presso il Giudice del Lavoro, entro 6 mesi dal ricevimento del verbale.
      I costi, se ci si rivolge ad un patronato ben organizzato, in genere sono molto modesti.
      Ma … probabilmente ci stiamo bagnando prima di piovere … spero.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  24. salve volevo chiederle un cieco ventesimista riuscirebbe a leggere un testo a caratteri medio-grandi, con lenti ipercorrettive?
    questa capacità gli farebbe perdere il requisito di ventesimista?

    • Buonasera.
      Il cieco parziale, cioè il cosiddetto ventesimista, è tale se il residuo visivo soddisfa i requisiti previsti dopo correzione con lenti, cioè se ha un residuo visivo non superiore ad 1/20 nell’occhio migliore; ma non è affatto impossibile che un soggetto con residuo di 1/20 in entrambi gli occhi riesca a leggere i caratteri grandi.
      Consideri anche che noi banalizziamo utlizzando il termine di ventesimista per i ciechi parziali; infatti sono ciechi parziali anche coloro che, ad esempio, hanno una cecità totale in un occhio e un residuo visivo di 1/50 nell’altro e in questo caso la lettura è veramente difficile, tranne che per caratteri grandi ad alto contrasto.
      Quindi i ciechi parziali non sono uguali tra loro, essendo possibili diverse gradazioni di gravità.
      Utilizzare il termine di “ventesimista” è fuorviante.
      Quindi che riesca a leggere o no non ha importanza, non è quello il criterio previsto dalla normativa per il riconoscimento dello status di cieco parziale.
      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  25. Salve, vorrei un informazione.
    mi sono sottoposto da poco ad un visita medica per invalidità. Sono stato operato per melanoma della coroide in svizzera e ho perso completamente la visuale centrale dell\\\’occhio operato, mi rimane una leggera visione offuscata lateralmente che cmq non riesce a farmi vedere. dall\\\’ultima visita fatta sul certificato c\\\’era scritto visus 1/30,esiti di melanoma dell coroide grave emianopsia.
    Ho ricevuto la lettera dell inps e mi hanno riconosciuto queste due patologie Codice DM 5/2/92 5005 ,
    Codice ICD9 36962 con una percentuale d\\\’invalidità del 35% con diagnosi Diagnosi:
    ambliopia sin da melonama della coroide. visus controlaterale 10/10. deficit colonna lombare..
    Mi chiedo, sono affetto da una patalogia oncologica e non mi hanno riconosicuto nessun punteggio a riguardo, ma in particolar modo nel mio caso si trattava di emianopsia e mi hanno riconosciuto una semplice cecità monoculare del 30%, non contando che non hanno tenuto conto delle altre patologie inserite nella domanda d\\\’invalidità. Avendo solo 35anni non vorrei che la mia età abbia tratto in inganno la commissione? Vorrei solo un parere di un esperto per sapere come muovermi se fare un ricorso legale(che mi sconsigliano vista la lentezza della giustizia) o fare un aggravamento?Anche se nn si tratta di un aggravamento ma solo di far constatare che non hanno esaminato bene la mia pratica.
    grazie per una risposta

    • Buongiorno.
      Da ciò che capisco dalla sua, l’emianopsia si riferisce all’occhio operato in cui la visione complessiva residua è valutata 1/30; si tratta quindi di un’emianopsia monoculare.
      In questo caso la commissione non poteva valutare due diversi deficit visivi sullo stesso occhio e ha valutato il deficit visivo monoculare nella misura massima possibile, quindi come “cecità monoculare” con il cod. 5005 e una percentuale del 30%.
      Il cod. ICD9 36962 serve a evidenziare che il visus dell’altro occhio è praticamente normale.

      Per ciò che riguarda la patologia oncologica, in genere, se l’intervento è stato recente, viene aggiunto un codice e la relativa percentuale di invalidità specifica che permette di raggiungere almeno il 67% con diritto ad iscrizione nelle liste per l’avviamento al lavoro come invalido e ad esenzioni dai ticket.
      Il problema potrebbe essere stato la data dell’intervento, che lei non ha specificato. Se risale ad alcuni anni fa si ritiene che la possibilità di recidiva di malattia sia bassissima e quindi non sussistono i requisiti per la valutazione come patologia oncologica “in atto”, ma solo vengono valutati gli esiti (nel suo caso il deficit visivo monoculare).

      Non sono in grado di consigliare adeguatamente circa l’oportunità di effettuare una azione legale o una nuova istanza in forma di aggravamento; mi mancano l’esame di tutta la documentazione in possesso e la visita diretta del paziente, condizioni queste indispensabili per effettuare una valutazione complessiva seria ed affidabile.

      Saluti (comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti)

      Dott. Salvatore Nicolosi

      • In primis grazie per la risposta tempestivae professionale,
        sono stato operato a maggio 2009 e ho effettuato radiazioni con protoni accelerati nel Paul Scherrer Institute. Spero tanto che la recidiva sia bassissima ma ogni 6mesi faccio tutti i test oncologici consigliati.
        L’esenzione ticket mi fù data alcuni mesi fa dall’ufficio asl competente,quindi stando a quanto lei dice non avrei neanche diritto all’esenzione 048 di cui dispongo? nel caso non ho diritto come devo comportarmi? non voglio cadere in tranelli burocratici, che oltre il danno poi mi tocca anche la beffa.
        nella pratica erano allegati anche: patologia emorroidi e prolasso rettale di 2° grado che soffro da almeno 5anni e discopatia lombare e lieve scoliosi con radiografia con esito: spondilodiscoatrosi L5-S1, che non mi consente di far determinati lavori..che cmq io svolgo pur di guadagnare qualcosa non avendo un lavoro, ma il mese successivo lo passo a letto facendo fiale di feledene e muscoril.
        Non penso di aver diritto ad un assegno d’invalidità ma speravo di raggiungere almeno il 46% per essere almeno iscritto nelle liste protette, visto che il fattore visivo mi delimita molto su tutti i concorsi che ho fatto (ultimo esclusione da visita vvf).
        se ha bisogno posso fornire tutta la documentazione necessaria in mio possesso e sono disponibile per effettuare una qualsiasi visita, visto che nella mia città non ho mai trovato nessun medico competente che abbia seguito il mio problema, lasciando tutto al caso e dandomi spiegazioni molto futili.
        Grazie ancora

        • Di nuovo buongiorno.
          In effetti in parte è come avevo immaginato, anche se la commissione è stata un poco restrittiva; in genere la patologia oncologica invalidante viene mantenuta fino al 5° anno dall’intervento, con percentuali massime in fase iniziale e poi negli anni successivi, in occasione delle revisioni, con percentuali più basse fino appunto all’eliminazione dopo il 5° anno.
          Per ciò che riguarda l’esenzione dal ticket, mi sono espresso in modo incompleto. Lei ha l’esenzione per “patologia oncologica” con il codice 048 che le da diritto a prestazioni gratuite per il controllo e il follow-up della sua specifica malattia; una radiografia al piede, ad esempio, esula da quel tipo di esenzione; con un’invalidità superiore al 67% si ha diritto ad esenzione per tutte le prestazioni di diagnostica e visite specialistiche indipendentemente dal motivo per cui viene effettuata. Quindi sia sereno da questo punto di vista: quella esenzione verrà mantenuta per tutto il tempo necessario.

          Per ciò che riguarda le altre patologie, non è affatto semplice.
          Le emorroidi sono tabellate nella misura del 10% e quindi, in assenza di altra patologia invalidante dell’apparato digerente, poichè non arriva all’11%, non viene considerata nel computo complessivo.
          Sulla spondilartrosi ci sarebbe molto da dire in quanto occorre dimostrare non solo la patologia, ma l’incidenza funzionale della patologia; Il termine spondilartrosi è troppo generico e non permette alla commissione di classificarne la gravità; certamente la “lieve” scoliosi non può essere valutata con percentuali elevate, proprio perchè “lieve”.
          In sostanza, per ottenere quanto da lei desiderato, occorre ben documentare le ulteriori patologie con adeguata documentazione specialistica.

          In ultimo, nella mia città sono numerosi i medici molto più esperti di me nelle problematiche medico-legali riguardanti l’invalidità; non posso credere che nella sua non ci sia un medico in grado di darle una consulenza corretta ed onesta. Tutti i patronati hanno convenzioni con medici esperti in questa problematiche, anche se di solito la convenzione non prevede questo tipo di consulenza; potrebbero però segnalarle il nome di un collega affidabile. Come patronati posso segnalare INCA, EPASA, INAC, INAS, ITAL, ma anche altri non sono da meno.

          Saluti.

          Dott. Salvatore Nicolosi

          • grazie ancora per la risposta, io mi ero rivolto all\’amnic della mia città ma a parte chiedermi la documentazione non mi hanno dato nessun consiglio utile a riguardo.
            cercherò uno dei patronati che lei mi ha menzionato per chiedere ulteriori informazioni.
            volevo solo chiedere un ultima cosa, ma emorroidi e prolasso del retto è la stessa cosa o sono due cose diverse che danno due punteggi diversi? perchè dal tabellario le porta in voci separate e avendo il certificato di azienda ospedaliera che indica entrambe le patolgie vorrei capire se per l\’invalidità conta solo una.
            granzie anticipatamente.

          • Sono 2 diverse patologie che incidono sullo stesso organo. Se la loro somma supera l’11% si contano (però non somma matematica, si toglie qualcosa).
            Naturalmente, non mi stancherò mai di ripeterlo, è importante anche che sul certificato venga indicata la gravità delle patologie.

            Dott. S. Nicolosi.

  26. Mia figlia ha un subatrofia muscolare al occhio destro con un virus di 1/120 e il sinistro 1/10 ,nistagmo ,per riuscire a mettere a fuoco gira la testa verso dx per poter vedere gli oggetti situati a sx ha una valvola drenaggio per l’idrocefalo ,gli è stata riconosciuta l’invalidità civile ma vorrei capire se dalla commissione dei cechi è arrivato il verbale per la 104 e sta scritto il codice icd 9 3692 mi domando avrà l’identità?
    Grazie anticipatamente r

    • Buonasera.
      Chiedo scusa, ma la domanda è un po confusa.
      Il codice da lei indicato è incompleto, ma non è quello il dato importante nel certificato.
      Qui sotto i codici ICD9 che iniziano con 3692:

      369.20 DANNO MODERATO O GRAVE DELLA VISIONE IN ENTRAMBI GLI OCCHI NON ALTRIMENTI SPECIFICATO
      369.21 OCCHIO MIGLIORE: DANNO GRAVE OCCHIO PEGGIORE: DANNO NON ULTERIORMENTE SPECIFICATO
      369.22 OCCHIO MIGLIORE: DANNO GRAVE OCCHIO PEGGIORE: DANNO GRAVE
      369.23 OCCHIO MIGLIORE: DANNO MODERATO OCCHIO PEGGIORE: DANNO NON ULTERIORMENTE SPECIFICATO
      369.24 OCCHIO MIGLIORE: DANNO MODERATO OCCHIO PEGGIORE: DANNO GRAVE
      369.25 OCCHIO MIGLIORE: DANNO MODERATO OCCHIO PEGGIORE: DANNO MODERATO

      In ogni caso:
      1) con 1/120 in un occhio e 1/10 nell’altro non si è ciechi in quanto per avere riconosciuta la cecità parziale occorre che nel “migliore” il visus residuo sia uguale o inferiore ad 1/20;
      2) la legge 104/92 non da diritto ad alcuna indennità;
      3) è possibile che abbiate fatto entrambe le domande, quindi sia per cecità che per legge 104/92 e che lei abbia sbagliato a darmi indicazioni.

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

  27. Buongiorno,
    mio padre ha 85 anni. Nel 2012 è stato riconosciuto invalido con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età (L.509/88 L.124/98) lieve 34%-66%. La diagnosi riportata sul certificato è: Cardiopatia ipertensiva in II NYHA. Diabete mellito non i.d.
    Inoltre, essendo affetto da glaucoma cronico, è stato riconosciuto cieco ventesimista (visus: OD motu manu, OS 1/60) e PORTATORE DI HANDICAP (COMMA 1, ART. 3, L. 104).
    Oggi, il visus si è aggravato (OD percezione luce, OS motu manu), si è registrato un peggioramento della cardiopatia, certificata in Classe NYHA II-III, sono aumentati i valori glicemici nel sangue.
    Presentando una domanda di aggravamento può ottenere il riconoscimento di cieco totale, con indennità di accompagnamento e i benefici della L. 104 in condizioni di gravità.
    Grazie per la risposta.

    • Buongiorno.
      Direi di si:
      1) per ciò che riguarda il deficit visivo, in effetti esistono i presupposti per la concessione del benefici ai ciechi totali;
      2) se per accompagnamento intende l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti, anche in questo caso si;
      3) non ci sono invece i presupposti per l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili “generici”.
      4) ai ciechi totali viene sempre concessa lo status di soggetto con handicap in condizione di gravità (art 3, comma 3, legge 104/92)

      Quindi una opportuna domanda di aggravamento potrà permettere la concessione dei benefici descritti, ma non finirò mai di raccomandare l’esibizione alla Commissione di documentazione medica specialistica aggiornata, completa e ben descrittiva del deficit funzionale, soprattutto oculistica nel caso specifico.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  28. Sono ceco dall’occhio sInistro posso fare richiesta di invalidità’ portò gli occhiali per vedere con l’occhio destro (3/10)

    • Buonasera.
      Il deficit visivo da lei indicato è valutabile il 60%; quindi può presentare istanza di invalidità civile, ma la percentuale riconoscibile non le darebbe diritto all’assegno di invalidità.

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

    • In effetti il 75% è una valutazione riduttiva ma non sono sicuro che si possa ottenere il 100%.
      Con il sistema della somma riduzionistica tra le percentuali ottenute per singola patologia previsto dalla normativa non è possibile raggiungere il valore di 100%; proviamo a fare qualche calcolo, MOLTO approssimativo.
      M. di Chron: 70%
      deficit visivo: 35-40%
      Favismo (patologia non presente in tabella; utilizziamo il criterio analogico individuando come simile l’”anemia emolitica autoimmune” con percentuale del 41% e operiamo una opportuna riduzione): 20%
      Procedendo con somma riduzionistica si arriva a 85-86% max.

      Il 100% viene concesso se si arriva molto vicini a questo valore, 95% ad esempio, oppure se con una valutazione globale si ritiene che il soggetto è da considerarsi inabile.

      Valuti lei, ma comunque la valutazione diretta di tutta la documentazione da parte di un medico esperto in medicina legale potrà meglio aiutarla a decidere più serenamente.

      Saluti

      Dott. S. Nicolosi

  29. Dottore , mi perdoni , mi ero dimenticato di dirle , OD : motomano OS : conta dita a due metri circa inoltre G6PDH :anemia emolitica con ittero

    per questo volevo aggravare contestando il verbale

  30. salve ho 68 anni e sono affetta da degenerazione maculare all’occhio sinistro, con riduzione del visus per 1/60, all’altro occhio ho 10/10 (corretti). inoltre soffro di cardiopatia ischemica (classe NYHA III). come calcolo la mia percentuale di invalidità?…e, se ne ho diritto, l’accompagnamento?

    • Buonasera.

      Rispondiamo con ordine:
      1) se ha guardato bene le tabelle in questa pagina, avrà notato che per il suo deficit visivo è prevista un’invalidità del 30%;
      2) una cardiopatia in classe NYHA III da diritto ad un’invalidità del 71-80%; ma deve essere veramente una III classe al momento della visita della commissione!
      3) se si procede a somma con criterio riduzionistico, come prescritto dal DM 05/02/1992, si ottiene una invalidità complessiva compresa tra il 75% e l’86%;
      4) NO, per ottenere l’indennità di accompagnamento deve sussistere una grave riduzione dell’autonomia; cioè si deve essere “non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” oppure “non in grado di deambulare senza l’aiuto PERMANENTE di un accompagnatore”.

      Saluti

      Dott. Salvatore Nicolosi

      • la ringrazio per l’esauriente risposta. Da quello che leggo devo dedurre che la riduzione del visus per 1/60 in un occhio è considerata cecità monoculare, cioè con un’invalidità del 30%? ..o devo considerare altri calcoli?

        • Si, è considerata cecità monoculare e in quanto tale rientra all’interno dei calcoli da fare per l’invalidità civile “ordinaria” (per così dire e per distinguerla dalla cecità civile)

    • Gentile Dottore , mi e’ stata riconosciuta un invalidita’ al 75% – ho : un morbo di chron di classe IV ( RICONOSCIUTO ) stenosi anale , favismo ,Distacco di retina e distacco di vitreo OD , – 20 diottrie , stafilosi miopica in entrambi gli occhi , OS – 12 diottrie , ora il patronato dice che incongura la valutazione perche solo il Crohn da un 71% – volevo chiederle un suo parere – grazie mille

      • Buonasera.
        In effetti:
        1) il M. di Chron in IV classe è valutabile tra il 61 e il 70% (confronta la tabella del DM 05/02/1992),
        2) la stenosi anale, se provocata dal M. di Chron, può fondamentalmente essere fatta rientrare all’interno della valutazione precedente e non assumere significatività individuale; eventualmente può aiutare a raggiungere la percentuale massima indicata del 70%;
        3) per ciò che riguarda il problema oculistico, con le notizie da lei date non può essere fatta una valutazione; la tabella infatti indica che i paramentri da tenere in considerazione sono il visus corretto, quindi non la correzione necessaria per raggiungere quel visus, ed eventualmente anche il campo visivo.
        4) il favismo non ha una grossa incidenza sulle capacità lavorative, quindi ai fini valutativi ha poco significato.

        Potrà eventualmente integrare le informazioni con nuovo commento.

        Ma mi preme anche precisare che ai fini dei benefici ottenibili, soprattutto quello economico e quello sanitario per le esenzioni ticket, il 75% non differisce dall’80% o da 95%. La differenza può esserci con il 100% dove è prevista l’esenzione ticket anche per i farmaci e aumenta il limite reddituale per ottenere l’assegno; se non lo ha già fatto può consultare QUESTA pagina.
        Quindi se il fine è ottenere, ad esempio, l’85% può anche non essere opportuna una domanda di aggravamento perchè la diversa Commissione potrebbe invece abbassare la percentuale: non sarebbe la prima volta. Se il fine è ottenere il 100% allora la gravità del deficit visivo può avere un peso essenziale nella decisione di andare avanti.

        Saluti (attendo precisazioni).

        Dott. Salvatore Nicolosi

  31. Mi chiedo perche nelle patologie gravi quali retinite pigmentosa o sindrome di usher le commissioni mediche non valutano il gravissimo danno della cecità notturna, come è possibile che io vedo abbastanza bene di giorno ma non riconoscento comunque i dettagli e le persone di giorno neanche a tre metri di notte tutto diventa complicatissimo e come un cieco che si muove attraverso le luci e le ombre ma non distingue nulla tra cui nemmeno la lettura dei cartelloni pubblicitari pur potendosi muovere con massima accortezza senza aiuto di nessuno. Non crede che ci siano alcune patologie come la retinite pigmentosa e la sindrome di usher che vadano valutate dal punto di vista della cecita diurna e notturna a differenza di altri tipi di deficit visivi.

    Spero in una risposta. grazie

    • Purtroppo quello che io credo o che lei spera non serve affatto a cambiare certe regole che sono imposte da leggi e tabelle.

      Concordo assolutamente che certe patologie sono assolutamente sottostimate, anche perchè di esse non vi è traccia nelle tabelle e quindi le commissioni si muovono “molto prudentemente”, direi spesso al ribasso, utilizzando il criterio analogico rispetto a patologie che invece sono nella tabella.

      L’anno scorso l’INPS ha pubblicato sul proprio sito una tabella molto più vasta la cui funzione doveva essere di “indirizzo” alle proprie commissioni rispetto a patologie di difficile inquadramento nella tabella di legge del DM 05/02/1992; contemporaneamente ha cercato di proporre questa tabella al governo all’epoca in carica per farla approvare come “nuova tabella valutativa per le invalidità civili”.
      Il bello, anzi il “brutto”, era che in parecchie patologie in realtà le percentuali erano più basse della vecchia.
      Il tentativo quindi era ufficialmente quello di migliorare le valutazioni ma in pratica si sarebbero create le condizioni per ridurre il numero di persone a cui potevano essere concessi i benefici economici e per sospendere il beneficio ad innumerevoli soggetti che già ne godono. Quindi non migliori valutazioni, ma risparmi economici sulla pelle d disabili e malati.

      Siamo in attesa di interventi legislativi “onesti” che permettano valutazioni corrette, anche al fine di ridurre la possibilità di concessione a soggetti che non la meritano, come io, lei e tanti altri auspichiamo … ma all’orizzonte non vedo nulla di concretamente accettabile.

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

  32. Buonasera Dottore
    Di recente sottoposto a visita c/o la commisione provinciale mi ha cerificato non cieco civile, residuo di vista ad 1 occhio solo luce e l’altro occhio 1 decimo.Presesso che sono inulino dipendente e precedenti visite per invalidità civile mi hanno quantizzato la mia invalidità in 67%. Aggiungo che nella visità che mi ha certificato il 67% avevo ad un’occhio 3 decimi di vista. Chiedo gentilmente ,questo aggravamento può contribuire a farmi raggiungere una qualche indennità. Grazie di nuovo e le auguro buona serata.
    Antonio Gionta

    • Buonasera.
      Un visus di 1/10 in un occhio e “luci ed ombre” nell’altro danno diritto al riconoscimento di una percentuale dell’80%, quindi sufficiente, già da solo, ad ottenere un beneficio economico, naturalmente se non si superano i limiti di reddito.

      Saluti

      Dott. Salvatore Nicolosi

  33. Come si spiega che ci sono ventesimisti che hanno una vita quasi normale, ossia si muovono abbastanza bene di giorno e riescono a leggere da vicino e dall\’altro lato ventesimisti che hanno il bastone guida e molta difficoltà. Leggevo che i ventesimisti nati con questo problemi anno più capacità mentre chi lo diventa perde la sensibilità?

    Grazie per il Vostro blog

    • Buonasera.
      E’ complesso, perchè la risposta non è unica.
      Innanzitutto è vero che se si ha un ipovisus già da bambini, proprio per le grandi capacità adattive cerebrali dei soggetti in tenera età, le residue capacità visive vengono utilizzate al meglio. La capacità visiva è la stessa, ma la capacità di sfruttare il residuo visivo è differente.
      Per ciò che riguarda gli adulti, non si dimentichi che sono ventesimisti anche coloro che hanno un residuo di 1/50; costoro, a parità di beneficio, sicuramente “vedono peggio” di un soggetto con residuo di 1/20.
      Poi esistono i soggetti che hanno perduto la visione centrale, ma “vedono” con la periferia della retina; sono legittimamente ventesimisti a tutti gli effetti ma spesso imparano ad utilizzare bene la visione periferica.
      Poi, altro esempio, esistono coloro che vedono solo al centro, con campo visivo ridotto al 10% o meno; quindi sono legittimamente ventesimisti ma muovendo l’occhio o il capo riescono a percepire discretamente gli oggetti (si dice che hanno una visione “tubulare”, come se si guardasse attraverso un tubo) ma forse è meglio dire che “imparano” anche loro ad utilizzare al meglio il limitato residuo visivo.
      Potrei continuare, ma spero di aver fatto capire il concetto.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

      • in riferimento alla sua risposta del 27/05/2013 lei dottore intende dire che alcuni ventesimisti nati con tale patologia riuscirebbero a leggere sfruttando il residuo visivo grazie alla capacità del cervello di adattarsi,mi chiedo ma i che misura riuscirebbero a leggere da vicino senza l’ausilio di lenti ipercorretive?
        inoltre se un ventesimista riuscisse a leggere da vicino con occhiali ipercorrettivi e l’altro ventesimista non ci riuscisse dal punto di vista legale continuerebbero entrambi ad avere diritto all’invalidità?

    • Buonasera.
      Non in automatico perchè ventesimisti, ma perchè riconosciuti soggetti con handicap in condizione dei gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992. Quindi se non è stata presentata istanza specifica per legge 104/92 o se non è stato riconosciuta la gravità, non spetta il diritto ai 3 giorni di astensione facoltativa.

      Saluti

  34. Buonasera dottore.
    Mi è stata diagnosticata CATARATTA COMPLICATA DA RETINOPATIA DIABETICA CON NEOVASCOLARIZZAZIONE IRIDEA IN OSN,VISUS ODX : 1/10 OSN OMBRA E LUCE.
    Ho diritto a qualche indennità
    Grazie e di nuovo una buona serata
    Antonio Forgione

    • Buonasera.
      Partendo dal presupposto che lei abbia un’età inferiore a 64 anni, nella tabella delle invalidità il deficit visivo indicato è valutabile nella misura dell’80% a cui si deve aggiungere la ulteriore percentuale di invalidità provocata dal diabete mellito; in questa sede è difficile dire se potrebbe venire riconosciuto il 100%, ma ci siamo vicini.
      Quindi ci sono i requisiti per il riconoscimento di una pensione di invalidità, ma occorre tenere presente anche il reddito dell’anno precedente (vedere in questa pagina).
      Invece non ci sono i requisiti per ottenere i benefici concessi ai ciechi civili.

      Saluti

  35. Spett.Le Dottore, mi pongo una domanda ma i ventesimisti riescono a leggere un giornale da vicino o anche il compiuter e possono camminare anche normalmente nella vita di tutti i giorni anche se con difficoltà. Non si capisce bene cecità parziale ventesimista. e cosa passa tra un ventesimista normale con grave miopia ed uno affetto da retinite pigmentosa.

    • Buonasera.
      Da un punto di vista strettamente medico-legale, tra i ciechi ventesimisti non esistono differenze, qualunque sia la patologia che causa il grave deficit visivo.

      Saluti

  36. Buonasera, mia moglie è malata di cheratocono e a breve dovrà affrontare il trapianto della cornea. Volevamo sapere se potevamo usufruire della legge 104/92 visto che dovrà affrontare una convalescenza abbastanza lunga .
    Per caso può rientrare nella domanda di invalidità civile? Grazie per la collaborazione Ivan

    • Buongiorno a lei.
      Per ciò che riguarda il cheratocono, ai fini della legge 104/92, difficilomente verrà riconosciuto il comma 3, cioè l’articolo che da dirittà ai benefici che le vorrebbe ottenete; la condizione di soggetto con handicap in condizione di gravità, a meno che non insorgano complicanze post-trapianto (non augurate nè sperate), richiede ben altri requisiti.
      Ai fini dell’invalidità civile ciò che conta è il deficit visivo residuato dopo il trapianto, tenendo conto delle indicazioni in questa pagina (monoculare, in entrambi gli occhi).

      Saluti.

      Dott. Salvatore NIcolosi

    • Buonasera.

      Sicuramente non per il riconoscimento della cecità civile. Per la cecità parziale occorre che l’occhio “migliore” sia almeno 1/20.
      Se è un bambino e se il deficit indicato è dopo correzione si può provare con la domanda di indennità di frequenza, ma siamo ai confini: la concessione non è certa.

      Saluti

  37. buonasera dottore,
    prima di tutto volevo complimentarmi con lei per queste pagine, chiare e molto utili .
    Mio padre è da tempo affetto da problematiche gravi alla vista, tanto che siamo stati da uno specialista che ha redatto il seguente certificato:

    OD: glaucoma assoluto con atrofia ottica
    v.n. : movimento della mano

    OD: glaucoma assoluto con atrofia ottica
    v.n. : movimento della mano

    secondo lei ci sono gli estremi per chiedere l’indennità di accompagnamento quale cieco assoluto?
    la ringrazia in anticipo e la saluto cordialmente

    • Buongiorno.

      Si. Le locuzioni “motu mano”, “movimento della mano”, “percezione luce”, sono assimilati alla cecità totale.

      L’importante è documentare tutto adeguatamente.

      Saluti.

      S. N.

  38. Gentile Dottor Nicolosi, mi chiamo Giovanna ho 46 anni il mio visus è OD 10/10 con -11,25 sf -1 cil asse 90% OS 1-2/10 CON -13,00 sf Glaucoma OD 15MMHG OS 14 mmhg in terapia con iopize FUNDUS OD corioretinosi miopica OS corioretinosi miopica con atrofia al PP segm anteriore OD opacità CN OS opacita CN campo visivo OD scotoma aciforme superiore assoluto stadio S4 secondo 622S OS deficit diffuso Scotoma relativo cenrocecale . Soffro inoltre di Acufene all’orecchio Sinistro a seguito di un’otite OTOMASTOIDICE con rottura del timpato ora ricostruito.
    Avrei i parametri per poter richiedere un invalidità o almeno l’esonero del pagamento del Ticket per gli esami che eseguo ogni 6 mesi? Grazie per la sua risposta. Giovanna

    • Buonasera.
      Come sempre occorrerebbe visionare l’intera documentazione, in particolare l’esame del campo visivo, ma tenterò di fare una valutazione approssimativa.
      Il deficit visivo, di per sé, è valutabile l’8-9% a cui però si deve aggiungere il 20% circa per il glaucoma e qualcosa per il deficit del campo visivo; in totale non più del 30-35% per il problema oculistico
      L’acufene è valutabile il 2% (esattamente il due percento), quindi praticamente nulla; l’otite cronica, in assenza di deficit uditivo, al massimo il 10%.

      Alla fine, facendo i calcoli con il sistema riduzionistico, non si arriva neppure al 46% che è la percentuale che serve per l’iscrizione nelle liste per l’avviamento protetto al lavoro, figuriamoci al 67% che è il minimo per l’esenzione dai tiket per le prestazioni specialistiche, strumentali e di laboratorio.

      Spiacente quindi di deluderla; non sembrano esserci, secondo quello che riporta nel commento, i requisiti per ottenere una percentuale di invalidità utile.

      Ad ulteriore precisazione: Lei però dovrebbe avere l’esenzione per patologia per il glaucoma.

      Cordiali saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  39. mia madre per una malattia rara agli occhi il”penficoide” ha un visus per OD =0 e OS= 1/50 vorrei sapere se ha diritto ad indennità di accompagnamento ed a pensione d’invalidità in quanto ipovedente grave.
    grazie

    • Buonasera.
      Ha diritto, come cieco parziale (i cosiddetti ventesimisti) ad una pensione di Euro 275,87 per tredici mensilità se il reddito dell’anno 2012 non ha superato la somma di Euro 16.127,30 e ad “indennità speciale” di Euro 196,78 per 12 mensilità.
      Se il quesito riguarda invece la possibilità di avere riconosciuta la pensione di invalidità civile e/o l’indennità di accompagnamento in un soggetto che già percepisce i benefici per i ciechi civili parziali, la risposta è: dipende.
      Intendo dire che non si possono avere 2 benefici per la stessa infermità. Quindi la valutazione di un’eventuale richiesta di invalidità civile verrebbe fatta “a prescindere dal deficit visivo”, cioè non considerando i deficit funzionali e le difficoltà provocati del deficit visivo. Ad esempio, ad un soggetto già riconosciuto cieco civile e che percepisce il beneficio economico conseguente, ma che in aggiunta non è in grado di deambulare, verrebbe concessa anche l’indennità di accompagnamento.
      Saluti.
      Salvatore Nicolosi.

    • Salve. Le sottopongo il mio quesito.
      Mio Padre di 87 anni ha perso completamente la vista da 1 occhio durante l’intervento di cataratta.
      Dall’altro occhio ormai ha una visione di max 3/10.
      Ha un reddito 2012 lordo pari a 20.815,00 euro.
      Il medico curante ci dice che non serve fare nessuna richiesta perchè non rientra nei parametri ne x l’accompagnamento che per una invalidità.
      A lei risulta?
      Ringraziandola in anticipo per il suo contributo, le auguro buon lavoro.
      Carlo

      • Si, ha ragione il suo medico curante.
        se una percentuale di invalidità viene riconosciuta dopo il compimento del 65° anno di età non spetta alcun benefico economico; potrebbe però essere utile per eventuale esenzione dai ticket sanitari.
        Per ciò che riguarda l’accompagnamento, i criteri per il riconoscimento sono l’impossibilità a deambulare e l’impossibilità a svolgere gli atti quotidiani della vita; il deficit visivo indicato, pur marcato, non è tale da far sussistere questi parametri; neppure, se ha letto bene questa pagina, sussistono i requisiti per il riconoscimento della cecità civile.

        Saluti.
        Dott. Salvatore Nicolosi

  40. Buonasera, vorrei chiedere un’informazione…. Sono da anni miope da entrambi gli occhi: – 9 e – 6: rientro in qualche categoria? Grazie mille.

    • Buongiorno.
      NO.
      Ripeto ulteriormente, “ad abbundanziam”, che non conta il grado di correzione necessario, ma il deficit visivo che risulta dopo correzione con lenti. Quindi, se con lenti, anche di gradazione notevole, la visione è buona allora la percentuale di invalidità ottenibile è 0% o prossima allo 0%.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  41. salve ho 40 anni e sono miope da quanto ne avevo 3.
    il mio visus e di -18, infatti ogni due anni rinnovo la patente in commissione medica, perchè sono al limite dei 5/10.
    volevo sapere se con questo visus, rientro fra qualche categoria particolare, in modo tale se dovesse peggiorarmi so cosa fare.
    in attesa di vostre saluti

    • Buonasera.
      Nel caso dell’invalidità civile, esistono degli scaglioni di percentuale ad ognuno del quale corrispondono certi diritti e benefici.
      La percentuale minima di invalidità civile prevista per iniziare ad ottenere un qualche beneficio è il 35%.
      Nel caso delle problematiche oculistiche, fa testo il “visus corretto”, cioè ciò che si riesce a “vedere” dopo che si indossano lenti di correzione, indipendentemente dalla gradazione necessaria
      Un visus corretto di 5/10 in entrambi gli occhi, secondo la tabella dell’invalidità civile, da diritto ad una invalidità del 7% (si, proprio sette percento), troppo poco per ottenere allo stato attuale qualunque tipo di beneficio.

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  42. Scrivio per mia suocera (99anni). E’ stata riconosciuta cieca parziale e adesso stiamo predisponendo la pratica per un aggravamento in quanto ilcampo visivo è il seguente: OD: 0 su 120…OS: 4 su 120). La mia domanda è questa: nel caso non venisse riconosciuta cieca assoluta (siamo ai limiti)…questa grossa invalidità potrebbe essere sufficiente a farle avere l’indennità di accompagnamento per invalidi civili in quanto la signora non è in grado di deambulare senza accompagnamento e non riesce a lavarsi, vestirsi, cucinare, magiare etc etc.
    Grazie

    • Buonasera.
      4 punti visti su 120 è appena al di sopra del 3% (il 3% di 120 è 3,6); in realtà potrebbe essere accolta la cecità assoluta.
      Ma l’accompgnamento:
      1) è un’istanza diversa, anche se può essere fatta contestualmente ed utilizzando lo stesso certificato se il medico ha barrato oltre che “cecità” anche “invalidità”;
      2) non si possono avere 2 benefici per la stessa patologia, quindi una eventuale valutazione di invalidità verrebbe effettuata “a prescindere dal deficit visivo”;
      3) può comunque essere accolta la domanda di concessione di indennità di accompagnamento ma questo se ricorrono l’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’impossibilità a svolgere gli atti quotidiani della vita, ma in entrambi i casi purchè la difficoltà non sia dovuta al deficit visivo.

      Saluti.

      • Ringrazio per la risposta. Avrei ancora un dubbio….intanto oggi la suocera ha fatto la visita dall’oculista il quale ha scritto chiaramente che la signora è CIECA ASSOLUTA, in base sia al campo visivo (per lui il valore arrotondato per diffetto è 3) che alla percezione dei contorni ma non i soggetti veri e propri (vede la mano che si muove ma non percepisce il numero delle dita) Per cui si spera.
        La mia domanda è un’altra: la signora ha la pensione sociale e per questo motivo non può prendere la pensione prevista per i ciechi parziali. Riceve solo l’indennità che ammonta a poco meno di 200 euri. Poichè l’accompagnamento vale circa 500 euri volevo sapere se usando l’invalidità della vista che comunque dovrebbe essere del 100% potrebbe scegliere l’assegno più elevato. Se per la vista non arriverebbe al 100% basterebbe farle fare una prova audiometrica e sarebbe fatta (non sente quasi nulla) Cosa mi consiglia ?
        Grazie

        • Buonasera.
          Il visus sarebbe quindi “motu mano” che rende il soggetto cieco assoluto secondo le definizioni medico-legali universalmente accettate.

          Per ciò che riguarda l’indennità di accompagnamento, è’ un poco più complicato.
          La Commissione “medica” non entra nel merito di una possibilità di scelta del paziente, ma solo valuta se esistono i presupposti sanitari per la concessione del beneficio richiesto.
          “SE” viene a conoscenza che la paziente è già titolare di pensione per cecità, in automatico deve procedere a valutazione scorporando il deficit provocato dalla patologia oculistica, indicando questa particolarità nel verbale. Se non ne viene a conoscenza e valuta considerando anche il deficit visivo, in ogni caso ai controlli della Commissione medica di Controllo dell’INPS verrebbe scoperto, il verbale verrebbe bloccato e la paziente verrebbe richiamata a visita dopo parecchi mesi dalla Commissione Medica INPS della provincia.
          Quindi credo proprio che quello che Lei propone non sia fattibile.
          Per completezza: la sordità, anche totale, non da diritto ad indennità di accompagnamento.
          In ogni caso se si ha il 100% di invalidità per tot malattie, l’insorgenza di un’altra malattia anche importante, non da diritto ad indennità di accompagnamento: l’invalidità resta 100%; peraltro, se l’invalidità superiore a 74% viene acquisita dopo il compimento del 65° anno di età non si ha diritto ad alcun beneficio economico (vedi QUI)
          L’indennità di accompagnamento viene concessa se esiste l’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’impossibilità a svolgere gli atti quotidiani della vita (a cui si aggiunge per la verità la chemioterapia in soggetti oncologici).

          Saluti

  43. Buongiorno, mio figlio e\’ rimasto parzialmente ceco da un occhio a causa di un forte trauma. In pratica ha luce nella periferia dell\’occhio, come si dice vede con la coda dell\’occhio ma non vede nulla nella parte centrale. Dalle sue risposte per altri casi mi è\’ sembrato di capire che avendo l\’altro occhio vedente non ha diritto ad una pensione di invalidità\’ ma forse a qualche beneficio riguardante il lavoro. Può\’ confermarmi ? La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta. Fabio

    • Buonasera.
      La percentuale minima per ottenere benefici per il lavoro, quindi l’iscrizione nelle liste della massima occupazione come invalido (legge 68/02) è il 46%.
      Nella tabella dell’invalidità la percentuale ottenibile per la “cecità monoculare” è il 30%.

      Quindi NO, sono spiacente, la percentuale ottenibile non gli darebbe diritto ad alcun beneficio, neanche di altro genere.

      Saluti.
      Salvatore Nicolosi

    • Salve,
      sono Ettore Puddu, 27 anni, da Taranto.
      Vorrei chiederVi alcune informazioni per quanto concerne la possibilità, da parte di un soggetto afachico che presenta parziale aniridia, di usufruire di lenti a contatto monouso e/o non, che possano offrire la possibilità di correzione del visus.
      Dal momento che risulta pressochè impossibile, da parte mia, sottopormi ad intervento chirurgico in quanto, sul mercato, non è ancora reperibile un iride artificiale avente lo stesso colore del mio occhio destro ( il colore è ceruleo ) ragion per cui è stato verbalizzato, dai medici del policlinico di Bari che mi hanno tenuto in cura, l’esito insoddisfacente che un intervento di questo genere potrebbe avere a causa di un conseguente accentuato distacco di colore tra il ” potenziale” iride artificiale e quello naturale dell’occhio destro.
      Chiedo, pertanto, se sia possibile risolvere tale problema ( dal momento che purtroppo ho serie difficoltà visive ) attraverso l’utilizzo di lenti a contatto e, se eventualmente possibile, utilizzare lenti a contatto cosmetiche e quindi colorate.

      Vi ringrazio anticipatamente per l’interesse rivoltomi e resto in attesa di una Vs risposta.

      Cordiali Saluti,
      Ettore Puddu

      • Sono spiacente, ma si tratta di un campo che esula dalle mie competenze.

        Pubblico comunque il commento sperando che qualche visitatore, a conoscenza di una soluzione,dia una risposta adeguata.

        Saluti.
        Salvatore NIcolosi

  44. salve dottore volevo un informazione da quando sono nata o gravi problemi di vista con tutte le lenti (che tra l\\\\\\\’altro sono le piu potenti) ho 3/10 e 4/10 piu altri disturbi come il nistagmo bilaterale (occhio ballerino), coroidosi miopica,astigmatismo. tutti questi problemi sono dovuti alla mancanza di ossigeno alla nascita. volevo sapere gentilmente se è possibile fare domanda di invalidita civile grazie mille

    • Buonasera.
      Nella tabella, il deficit visivo indicato è valutabile il 10%; il nistagmo è valutabile tra l’11% e il 20%.
      La coroidosi miopica e l’astigmatismo non assumono significato invalidante in quanto rientrano nel deficit visivo globale, già valutato.
      In sostanza con il deficit visivo indicato non si arriva neanche al 30% di invalidità, troppo poco per ottenere qualunque beneficio.

      Saluti.
      Salvatore Nicolosi

  45. Salve volevo un chiarimento ho 26 anni e sono miope da quando ne avevo 6 oggi all’ultima visita la mia vista è la seguente Dx – 9,5 Sx – 9 sulla base dei 10/10 c’è chi mi dice che la mia miopia potrebbe rientrar nel deficit visivo e potrei esser considerata come invalido civile ma nn so ho qualke dubbio e nn vorrei che perdessi il diitto alla patente sulla quale ho cmq la restrizione obbligo di lente naturalmente…….grazie mille

    • Buonasera.
      Nell’invalidità civile viene valutato il cosiddetto “visus corretto”.
      Cioè non importa la gradazione delle lenti, ma come si riesce a vedere dopo aver indossato le lenti, sia che si tratti di occhiali che di lenti a contatto.
      Quindi se nella tabella optometrica si riesce a leggere con le lenti la fila di 10/10, il visus è 10/10 e la percentuale di invalidità è 0%. Ma per la verità è lo stesso anche se il visus fosse inferiore; infatti, a titolo di esempio, con 3/10 da un lato e 4/10 dall’altro di residuo visivo la percentuale è 10% assolutamente insignificante per ottenere un qualunque beneficio come invalidità civile.
      In realtà poi hanno valore anche eventuali deficit campimentrici ed altro, ma credo di capire che non fanno parte del quesito.

      Lo stesso discorso in pratica è valido per la patente auto.
      Il requisito minimo per la patente B è di almeno 7/10 sommando entrambi i residui visivi purchè l’occhio peggiore non sia inferiore a 2/10.

      Credo di capire che nel caso specifico invece il visus corretto sia buono, quindi … niente invalidità ma patente auto ok.

      Saluti.
      Salvatore Nicolosi

    • Salve,
      sono Ettore Puddu, 27 anni, da Taranto.
      Vorrei chiederVi alcune informazioni per quanto concerne la possibilità, da parte di un soggetto afachico che presenta parziale aniridia, di usufruire di lenti a contatto monouso e/o non, che possano offrire la possibilità di correzione del visus.
      Dal momento che risulta pressochè impossibile, da parte mia, sottopormi ad intervento chirurgico in quanto, sul mercato, non è ancora reperibile un iride artificiale avente lo stesso colore del mio occhio destro ( il colore è ceruleo ) ragion per cui è stato verbalizzato, dai medici del policlinico di Bari che mi hanno tenuto in cura, l’esito insoddisfacente che un intervento di questo genere potrebbe avere a causa di un conseguente accentuato distacco di colore tra il ” potenziale” iride artificiale e quello naturale dell’occhio destro.
      Chiedo, pertanto, se sia possibile risolvere tale problema ( dal momento che purtroppo ho serie difficoltà visive ) attraverso l’utilizzo di lenti a contatto e, se eventualmente possibile, utilizzare lenti a contatto cosmetiche e quindi colorate.

      Vi ringrazio anticipatamente per l’interesse rivoltomi e resto in attesa di una Vs risposta.

      Cordiali Saluti,
      Ettore Puddu

      • Sono spiacente, ma si tratta di un campo che esula dalle mie competenze.

        Pubblico comunque il commento sperando che qualche visitatore, a conoscenza di una soluzione,dia una risposta adeguata.

        Saluti.
        Salvatore NIcolosi

  46. salve dottore…
    ho questo problema…
    occhio dx: 2/10 naturale -> 9/10 con lente -1sferico +5cilindrico
    occhio sx 2/10 naturale -> 10/10 con lente -0,50sferico +4cilindrico
    in piu ho il cheratocono all’occhio destro…
    quanto potrebbe essere la mia percentuale di invalidità?

    • Buonasera.
      Nella tabella del DM 05/02/1992, quella per calcolare le percentuali di invalidità, il cheratocono è presente:
      cod. 5009; “cheratocono – possibilità di correzione con occhiali o lenti corneali5%.
      Per ciò che riguarda il deficit visico, poichè si deve considerare solo il visus corretto, quindi quello misurato dopo la correzzione con le lenti, la percentuale è 0% (zero) perchè i valori da considerare sono 9/10 e 10/10.

      La percentuale quindi è il 5% ma in pratica è 0%, in quanto le infermità che producono un’invalidità inferiore all’11%, che non sono in concorrenza con altre che colpiscono lo stesso organo o funzione, non entrano a far parte del calcolo globale.

      Saluti
      Salvatore Nicolosi

  47. Buona sera, vorrei esporre un quesito anche se ho poche informazioni da fornire.
    Un amico medico chirurgo, ospedaliero, ha scoperto di essere affetto da maculopatia senile che rende meno agevole e sereno lo svolgimento del suo mestiere. È possibile ottenere il pensionamento anticipato per malattia?
    Grazie.

    • Buonasera.
      Le notizie sono veramente troppo poche e comunque la risposta non potrebbe che essere generica; anche in questi casi occorre visitare il paziente e visionare attentamente tutta la documentazione.
      Quindi il parere di un medico-legale in carne ed ossa è indispensabile per avere idee chiare sulla possibilità di ottenere il beeficio richiesto.
      Saluti.
      Salvatore Nicolosi

  48. Salve Dott,
    sono una monocola, perchè affetta da persistenza del vitreo iperplastico primitivo nell’od, mentre a quanto pare l’occhio residuo avrebbe una acuità visiva con la miglore correzone pari a 4/10, con nistagmo. Allo stato dei fatti potrei risultare in possesso di una invalidità civile che mi consenta di accedere a benefici? (inoltre sono in attesa di una molto probabile diagnosi di Morbo di Crohn). la ringrazio.

    • Buonasera.
      Secondo la tabella, con un visus inferiore ad 1/20 in un occhio, compresa la cecità totale, e 4/10 di residuo visivo nell’altro, si ha diritto al riconoscimento di una percentuale del 40%; per il nistagmo è prevista una percentuale d’invalidità di 10-15%.
      Sommando, con il criterio riduzionistico previsto, si ottiene un’invalidità del 46-50% circa.
      Quindi si avrebbe diritto solamente all’iscrizione nelle liste di collocamento come invalido e alla fornitura di ortesi relative alla patologia in diagnosi (nel caso specifico in pratica nessuna).
      Per i benefici a favore dell’invalido civile, in rapporto alla percentuale riconosciuta, potrà andare a questa pagina: http://medicinasociale.siracusae.it/info/
      Per ciò che riguarda il morbo di Crohn non è possibile dare una risposta precisa perchè la percentuale dipende dalla gravità della patologia e dalla presenza di eventuale malassorbimento, anemia, etc., ed in questi casi è indispensabile visitare il paziente ed esaminare tutta la documentazione specialistica disponibile.
      Saluti.
      S. Nicolosi

  49. Egregio Dottore,
    Vi scrivo per porVi i seguenti quesiti tecnici, se possibile.
    Sono Ettore Puddu, 26 anni, residente in Taranto.
    Nel 2001 all’occhio sinistro sono stato sottoposto a cheratoplastica in seguito ad infezione per lenti a contatto, con successivo trapianto di cornea, presso il policlinico di Bari.
    A dicembre 2011, in seguito a trauma, sono stato operato con urgenza presso il policlinico di Bari per: SCOPPIO DEL BULBO OCULARE con riposizionamento del lembo corneale. A causa del trauma riportato, il mio occhio sinistro ora presenta AFACHIA e ANIRIDIA. Poichè le protesi attualmente presenti sul mercato ( il mio occhio destro ha un iride di colore ceruleo-verdi ) purtroppo, secondo l’esito fornitomi dal policlinico di Bari, in cui sono stato ricoverato ed operato, non permettono l’esito soddisfacente di un eventuale intervento che prevede l’inserimento di un nuovo cristallino con impianto di iride artificiale, poichè il colore risulterebbe totalmente diverso dall’iride del mio occhio destro ed innaturale, ragion per cui io mi ritroverei impossibilitato ad avere un nuovo cristallino nel mio occhio sinistro, le porgo i seguenti quesiti:
    . Avendo un visus di scarsi 3/10 all’occhio sinistro, con cornea trapiantata e ora afachico e con aniridia, avrei diritto ad entrare a far parte della categoria protetta per quanto riguarda il lavoro? E con quale percentuale?
    . Ci sarebbe la possibilità di avere l’impianto di un cristallino nuovo, senza ricorrere all’iride artificiale? Oppure ci sarebbe la possibilità di trovare un iride artificiale che sia compatibile come colore ( colore ceruleo-verdi ) all’iride dell’occhio destro purtroppo anch’esso miope con visus -8.50?

    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e resto in attesa di una risposta

    Distinti Saluti,
    Ettore Puddu

    • Buongiorno.

      Purtroppo non sono in grado di dare una risposta sulla problematica oculistica, nel senso che non ho idea di come si possa risolvere il problema dell’iride e del cristallino; solo uno specialista in oculistica MOLTO aggiornato potrebbe rispondere.

      In relazione alla possibilità di entrare a far parte della categoria protetta per l’inserimento al lavoro, occorre innanzi tutto premettere che è necessaria una percentuale di invalidità civile maggiore o uguale del 46%.

      Inoltre:
      1) la percentuale viene stabilita secondo la tabella del DM 05/02/1992;
      2) la somma delle singole percentuali per menomazioni plurime che interessano lo stesso organo non possono superare quella prevista per la perdita completa, anatomica o funzionale, dell’organo;
      3) quindi, nel caso specifico, la percentuale prevista per il suo problema oculistico all’occhio sinistro non può superare quella prevista per la cecità completa monoculare o quella per la perdita completa dell’occhio.

      Nella tabella sono previsti:
      per la cecità monoculare 30%
      per “anoftalmo con possibilità di applicare protesi estetica” 30%
      per “anoftalmo senza possibilità di applicare protesi estetica 31%-40%.

      Per ciò che riguarda l’occhio destro, quello che importa è il visus corretto, non la correzzione ottica, quindi se il visus dopo correzione è 9-10/10 la percentuale di invalidità 0% (zero)

      Tutto questo premesso, il problema oculistico, da solo, difficilmente le permetterà di avere una percentuale di invalidità tale da potersi inserire nelle liste per la massima occupazione come soggetto disabile.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  50. Gentile Dottore,
    a febbraio a mio figlio di 2 anni è stato diagnosticato il Morbo di Coats che lo ha reso cieco ad un occhio e che essendo una malattia rara, non tutti i medici conoscono tanto che un mese sì ed uno no mio figlio deve operarsi a Roma al Bambin Gesù perchè nella mia zona (Napoli) mi hanno sconsigliato di cercare perchè i medici ” non se ne intendono”.
    Viene operato perchè questa malattia monoculare, a quanto mi hanno spiegato, porta non solo alla cecità (a cui siamo già arrivati), ma addirittura all’uscita dell’occhio dall’orbita (i medici sono poi costretti a togliere l’occhio e mi auguro vivamente di non arrivare mai a questa situazione). Ha l’esenzione sia perchè piccolo, sia per malattia rara ma continuo a pagare tutti i farmaci da lui usati per l’occhio (e sono tanti)
    A settembre ho fatto domanda di invalidità e L.104 (ho l’incontro il 12 dicembre) per poter avere l’indennità di frequenza, ma non so se ho seguito la procedura giusta, e mi hanno già detto di rinunciare a monte a fare la domanda perchè non mi spetta nulla. Mi può fornire delle indicazioni gentilmente, sono molto spaesata e non so proprio cosa devo fare o rispondere alla commissione che giudicherà la situazione.
    Grazie

    • Buonasera.
      Innanzi tutto devo dire che non è comunque il caso di “lasciar perdere”.
      Forse le hanno detto che non le spetta nulla perchè i minori di 18 anni hanno diritto solo all’indennità di frequenza oppure all’indennità di accompagnamento.
      Uno dei requisiti indispensabili per percepire l’indennità di frequenza, oltre a quello sanitario, è la frequenza di un corso scolastico o di un centro di riabilitazione.
      Vista la tenera età è improbabile, ma se frequentasse un asilo nido statale i requisiti sarebbero entrambi soddisfatti (do per scontato che la Commissione non avrebbe alcun dubbio a concedere l’indennità di frequenza).
      La concessione di indennità di accompagnamento è invece improbabile, ma non impossibile; la Commissione potrebbe tenere conto delle difficoltà anche psicologiche del bambino e della necessità dei frequenti controlli specialistici ed in questo caso l’indennità non viene corrisposta solo se il richiedente è ricoverato permanentemente presso una struttura sociale o sanitaria con retta interamente a carico di un ente pubblico (cosa che non avviene nel vostro caso); se venisse concessa l’indennità di accompgnamento, sicuramente sarebbe prevista una revisione ad 1-2 anni o anche più.
      Anche per ciò che riguarda la concessione dei benefici della legge 104 (art. 3 comma 3), nel caso dei minori il metro è diverso rispetto agli adulti; non raramente la commissione tiene conto dell’esigenza di accompagnare frequentemente a visita il bambino.
      Per ciò che riguarda il comportamento durante la visita, direi che occorre prevedere innanzi tutto che nessuno dei membri della Commissione conosca il M. di Coats (in realtà io ammetto di essere andato a cercare notizie su questa malattia che non conoscevo).
      Quindi oltre alla certificazione specialistica in cui viene indicata la diagnosi, è importante riferire alla commissione una storia precisa di quanto è avvenuto: scoperta del problema, data della diagnosi (anche approssimativa), frequenza visita e dove vengono effettuate, problematiche ulteriori del bambino (ad esempio uno stato d’ansia), magari prendendo qualche appunto da scorrere durante la visita; quindi è necessario produrre quanto può permettere di evidenziare i danni anatomici e funzionali cioè eventuali esami del fondo dell’occhio, certificazioni in cui si evince la cecità in quall’occhio, etc; non è inutile, se ne siete in possesso, la prenotazione per la prossima visita.
      Saluti e un abbraccio al bimbo
      S.N.

  51. Gentile Dottore,la Commissione Asl non ha riconosciuto il mio handicap abbastanza grave ed irreversibile. 1)Mi e’ stata rifiutata la visita all’Asl(perche’ mancano oculisti nella commissione)2) hanno visionato dei vecchi certificati del 2003 quando l’altro occhio aveva un visus diverso 3)non hanno effettuato il calcolo dell’incrocio delle tabelle (che stando a quanto ho letto nel libricino dell’Inps sui calcoli) dovevano concedermi almeno il 47% Attualmente ho una cataratta posteriore congenita ad un occhio 1/.15 che non e’ operabile senza la possibilita’ di correzione con lente e l’altro occhio un visus di 7/10 molto stanco che perde gradi per il lavoro che fa per l’altro occhio ma l’Inps mi ha concesso il 30% cosa dovrei fare?Adesso mi e’ arrivato il verbale .Grazie per la risposta

    • Buonasera.
      Per la verità, un visus residuo corretto di 1/15 in un occhio e 7/10 nell’altro è valutabile il 15-20%; la cataratta congenita il 5%.
      Quindi prima di consigliare cosa fare, avrei bisogno della conferma dei dati indicati.
      Saluti

      • Gentile Dottore,i dati nella tabella parlano della cataratta 5% senile o congenita ma con possibilita’ di operazione e correzione con gli occhiali .A 12 anni gia’ presentavo 1/10 non ho possibilita’ di operarmi perche’ perderei la vista anche all’altro occhio…oramai e’ tardi,sono nata cosi. e dovevo operarmi entro i 12 mesi di vita.La mia e’ posteriore,difficile da toccare. Attualemnte l’occhio sinistro presenta 7/10 ma spesso mi si sfoca la vista e da lontano vedo pochissimo(con gli anni peggiora) .Non mi e’ stata nemmeno data la patente…non posso guidare e per leggere ci metto tempo perche’ ho sempre visto con un solo occhio.Quali dati occorrono per valutare la cosa? All’Asl hanno ritirato un certificato vecchio,senza neanche farmi domande..grazie

        • Buongiorno, chiedo scusa se sono sembrato o sembro incomprensivo, ma una di quelle che ritengo sia una priorità del mio lavoro è quella di evitare false speranze, magari invece alimentate da soggetti che hanno interessi economici non limpidi.
          Quindi cercherò di sgombrare il campo da dubbi.
          1) in medicina legale le affermazioni circa la sintomatologia sofferta devono essere rigorosamente accompagnate da idonea documentazione specialistica, quindi la Commissione prende atto delle dichiarazioni, ma poi valuta la documentazione;
          2) osservando la tabella si evince che il deficit visivo minimo per ottenere il 75% è 1-2/10 in un occhio e meno di 1/20 nell’altro;
          3) la tabella non può essere superata, cioè la Commissione non può valutare con una percentuale che superi le indicazioni tabellari, ad eccezione di casi particolarissimi (ad esempio le obesità gravi, di cui in tabella non viene fatto cenno);
          4) la valutazione oculistica viene fatta solo sulla scorta della documentazione; nella commissione di invalidità ordinaria (non la cecità civile) generalmente non c’è un oculista, e anche se ci fosse non avrebbe a disposizione strumentazione adeguata per valutare;
          5) la valutazione viene fatta sulla scorta del deficit attuale, non sulla scorta di una previsione di aggravamento futuro, anche se certo;
          6) è vero però che a volte la Commissione può non valutare correttamente la documentazione presentata.

          Quindi alla fine, nel caso specifico, la patologia evidenziata viene valutata SOLO sulla scorta del deficit visivo; un eventuale DICHIARATO affaticamento all’occhio non viene preso in considerazione ai fini della valutazione.

          Una cosa che si potrebbe fare, per valutare meglio il deficit visivo, è l’esame campimetrico.
          Se (SE maiuscolo) si dimostrasse un importante deficit si potrebbe proporre una nuova domanda in forma di aggravamento, oppure, se non sono trascorsi 6 mesi dall’arrivo del verbale, iniziare un’azione giudiziaria (una causa). Ma in quest’ultimo caso è indispensabile una valutazione della documentazione da parte di un medico-legale in carne ed ossa; spesso i patronati più importanti hanno la possibilità di offrire gratuitamente questo tipo di consulenze.

          Ancora saluti e a disposizione per chiarimenti

          PS. l’ultimo commento l’ho visto dopo avere scritto; nulla di diverso da quanto avevo già scritto; “ipovedente” è una generica indicazione di infermità, ma non indica la gravità e non ha nulla a che fare con la percentuale riconosciuta.

          • Grazie Dottore per la risposta molto dettagliata.Non ho mai pensato di ottenere il 75% o il 100% anzi preferisco che sia riconosciuta a persona che sono in situazioni molto piu’ gravi della mia. Fatto sta che trovo assurdo che una patologia (irreversibile) che con il tempo mi portera’ sicuramente alla cecita’ non mi sia riconosciuta come invalidante.Non posso guidare e non posso fare tante cose (che prima facevo) perche’ l’altro occhio sta cedendo.Evidentemente per lo Stato Italiano non devi essere salvaguardato ma arrivare direttamente alla cecita’ di entrambi gli occhi.La ringrazio di nuovo per la gentile disponibilita’ e le faro’ sapere…buonagiornata

  52. Buonasera,
    Desidererei sapere se il CIECO VENTESIMISTA è considerato Un INVALIDO CIVILE.
    In attesa di un riscontro Saluto Cordialmente.

    • Buonasera.
      SI certo, tanto è vero che si utilizza la denominazione di “cieco civile”, per distinguerla dalle cecità per causa di servizio, di guerra o da infortunio sul lavoro.
      Saluti

    • Buona sera, vorrei alcuni chiarimenti su una percentuale di invalidità per distacco vitreo occhio sinistro; sindrome vertiginosa con perdita del visus; svenimenti e sbandamenti, dovuto da trauma, speronamento a 140 K/h da parte di altra vetura… Faccio presente che lavoro come dipendente del Min Difesa ed ero in servizio al momento dell’urto.
      Grazie

      • Buonasera.
        La risposta non è semplice, perchè dipende anche dalla data dell’incidente, visto che con il D.L. 6 dicembre 2011 , n. 201, a partire dal 6/12/2011 è stata abolita la causa di servizio, tranne che per il comparto difesa (i Militari, i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Polizia Forestale, la Polizia Penitenziaria, la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco).
        Ammettendo che l’infortunio sia avvenuto dopo il 6/12/2011 rientra nella tutela INAIL e quindi la tabella di riferimento per calcolare l’invalidità ai fini di un risarcimento è quella prevista dal DL 23/02/2000, n. 38.
        Nella tabella, visionabile da QUI, si nota che la cecità totale in un occhio è valutata il 28%, le altre sono di difficile valutazione e probabilmente rientrano o nella sindrome soggettiva del traumatizzato cranico o negli esiti di distorsione del rachide cervicale, ma in realtà ocorrerebbe vedere la documentazione per dare un parere anche solo approssimativo.

        In realtà comunque io non mi fiderei di informazioni tratte da intenet. In via teorica anche io potrei essere non affidabile.
        Sia nella pratica clinica che nella medicina legale è imperativo che il professionista (in carne ed ossa) visiti il malato (o comunque il proprio assistito) e visioni la documentazione, sia specialistica che, nel caso delle invalidità, amministrativa; solo così è possibile dare una valutazione seria e affidabile.
        Saluti

  53. Nel 2010 ho subito un intervento chirurgico in una Clinica a Losanna per un menaloma all’occhio sinistro, considerato che qui in Italia la soluzione propostami era l’asportazione dell’occhio. In seguito a radioterapia ho subito un danno irreversebile al nervo ottico (ipotesi presentatami prima dell’intervento) con conseguenziale perdita della vista. Ho una vista residuale laterale (vedo solo luci se intense, ma non distinguo alcuna immagine). ho subito anche una vitrectomia a febbraio 2012 per emoraggie. Il visus ottico attesta una vista pari a 1/30. Tutta la documentazione in mio possesso è della clinica di Losanna e so già che per presentare domanda di invalidità civile non va bene… quale documentazione sanitaria dovrei presentare? la mia patologia rientrerebbe nella cecità monoculare o nella EMIANOPSIE MONOCULARI SENZA CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE?
    In attesa di gentile riscontro, porgo cordiali saluti.

    • Buonasera.
      Quasi certamente rientra nella cecità monoculare.
      Le condizioni del globo oculare e il visus residuo possono essere eventualmente attestate con visita specialistica oculistica in struttura pubblica.
      Visita oculistica con esame del fundus e visus corretto; può essere utile un esame campimetrico.
      A proposito della documentazione in lingua straniera, potrebbe eventualmente far fare una traduzione giurata delle relazioni di dimissione, ma certamente i costi sono elevati. Tutto dipende dagli obiettivi che ci si prefigge; un’invalidità solo per cecità monoculare in pratica è inutile ma può assumere significato se, purtroppo, coesistono altre patologie invalidanti.
      Saluti

      • La ringrazio, davvero molto preciso.
        Ancora un dubbio: quando ricorre una EMIANOPSIA MONOCULARI SENZA CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE?

        • Buonasera, è complesso, ma semplice al contempo.
          Per emianopsia monoculare intendiamo la perdita di metà del campo visivo in un occhio, o la laterale o la mediale (quella più interna), in genere per un danno in punti specifici dei nervi ottici o a livello cerebrale.
          La retina ha una disposizione particolare dei recettori ottici, cosiddetti coni e bastoncelli; in particolare esiste una zona, chamata “fovea” in cui vi è la massima concentrazione dei coni ed è quella zona cosiddetta della “visione distinta”; le parti di immagini che i sistemi ottici oculari proiettano su questa zona sono quelle che vengono percepite meglio e a maggiore risoluzione.
          Quindi la zona del campo visivo corrispondente all’area della visione distinta è particolarmente nobile ed è quella del cosiddetto “visus centrale”.
          Se quest’area della visione distinta, cioè quella del visus centrale, fa parte della zona di assenza di visus, il danno oculistico è molto più elevato. Non manca solamente una porzione di campo visivo, ma le immagini sono molto meno definite, anche nella porzione rimanente.
          E’ con l’esame campimetrico che questa occorrenza può essere documentata.
          Saluti.

  54. Buongiorno, ho 40 anni, sono stata operata più’ volte da piccola per cataratta congenita e strabismo all’occhio dx. Vedo 10/10 sull’occhio sx, meno di 1/20 su dx (anche con correzione). L’occhio dx e’ afachico. Inoltre ritengo di avere la visione doppia (ho sempre l’immagine proveniente dall’occhio dx in “evidenza”). Si puo’ considerare “diplopia in posizione primaria”? E puo’ essere certificata dall’oculista? Ho inoltre una malocclusione. Cosa la fa considerare maloccl.globale? La valuta il dentista? Mi interesserebbe conoscere il punteggio di invalidita’ che potrei raggiungere. Io direi 30 cec monuc, 25 diplopia, 11 malocclusione, 5 cataratta. Cosa ne pensa? La ringrazione anticipatamente e la saluto

    • Buonasera.
      No, il calcolo non può essere fatto così.
      Nella sezione “Prima parte – modalità d’uso della nuova tabella di invalidità si legge: “... valutata separatamente la singola menomazione, si procede a valutazione complessiva, che non deve di norma consistere nella somma aritmetica delle singole percentuali, bensì in un valore percentuale proporzionale a quello tariffato per la perdita totale anatomo-funzionale dell’organo o dell’apparato.
      Ciò significa che quando più menomazioni colpiscono un unico organo la somma delle percentuali relative alle singole menomazioni non può superare la percentuale prevista per la perdita anatomica o funzionale di quell’organo.
      Nel caso specifico, la cecità monoculare è valutata il 30%, quindi per il deficit visivo indicato al massimo si arriva a 30%, tutto compreso.
      La diplopia, senza usare termini difficili, possiamo definirla come uno “sdoppiamento dell’immagine” per incapacità del cervello di produrre un’unica immagine, o per alterazione del sistema di coordinamento dei movimenti oculari o per lesioni cerebrali. Nel caso specifico l’immagine proveniente dall’occhio sano viene considerata “migliore” e pertanto posta in “evidenza” dai sistemi cerebrali di decodifica ed eleborazione degli impulsi provenienti dai nervi ottici. Succede a tutti i soggetti in condizioni similari e non viene considerata diplopia.
      La “malocclusione globale” è presente in tabella, ma metterei l’accento sul termine “globale”, quindi una condizione piuttosto importante, che un odontoiatra definirebbe “grave”. In effetti in nessuna delle usuali classificazioni delle malocclusioni appare il termine globale; quindi bisogna cercare di “interpretare” il pensiero del legislatore, e in questo senso è l’odontoiatra che può dare indicazioni corrette alla commissione valutante.
      Ricordo comunque che, eventualmente, 30% + 11% non è uguale a 41%, ma a 30% + l’11% di ciò che resta per arrivare a cento, cioè all’11% di 70%, quindi 8%. Quindi 30%+11%=38% (cosiddetto calcolo riduzionistico con formula di Balthazard)
      Saluti

  55. buongiorno sono una mamma mio figlio ha anni11 e da l eta di 2 anni e mezzo ha avuto una convulsione febbrile che gli a causato lo strabismo oltre ad essere ipermetrico e stigmatico volevo sapere se con qsta patologia potevo percepire l idennità di frequenza visto che tra spese mediche e di occhiali periodici costono GRAZIE MILLE

    • Buongiorno.
      Con queste scarne notizie è veramente impossibile dare una valutazione, anche approssimativa.
      In ogni caso l’indennità di frequenza viene concessa se il deficit visivo corretto è notevole, qualunque sia la causa. Intendo dire che la valutazione del deficit funzionale viene operata dopo correzione con lenti; se la correzione è buona, o addirittura ottimale, l’indennità di frequenza non viene concessa.
      Saluti.
      S. Nicolosi

  56. Ho un’ultima domanda da farle. Prima della visita collegiale dell’INPS è necessario effettuare, tramite mutua, tutte le visite necessarie per diagnosticare le patologie pesenti?

    grazie per la disponibilità

    Cordiali saluti

    • Si certo. Qualunque infermità deve essere documentata, meglio se da strutture pubbliche; sono molto utili, oltre alle certificazioni che documentano la sussistenza della patologia, anche certificazioni di tipo “funzionale“, cioé che diano una idea precisa dell’incidenza funzionale delle patologie stesse. Mi spiego meglio: nel caso di una problematica artrosica importante che incida sensibilmente sulla deambulazione, è utile una certificazione specialistica fisiatrica o ortopedica che descriva quali sono le limitazioni funzionali, così come nel caso delle patologie cardiologiche qual’è la classe funzionale NYHA … e via dicendo.
      Saluti

      • Salve Dottore, come consigliato da Lei nell’arco di questo mese abbiamo documentato le varie patologie di cui è affetta mia nonna. E’ stata fatta pure una TAC, nella quale si evidenziano zone ischemiche di una certa importanza. In base alla sua esperienza, questo deficit può avere un peso nella valutazione della commissione INPS ai fini del rilascio della legge 104/92?

        Ringrazio per la disponibilità

        Cordiali saluti

        • Certamente, anche se non conosco quanto si evince nelle altre certificazioni. Uno degli errori che vengono spesso fatti è ritenere che la commissione possa valutare “serenamente” in assenza di documentazione specialistica. In realtà occorre “aiutare la commissione a giudicare“.
          Una documentazione specialistica proveniente da struttura sanitaria pubblica, completa, veritiera e probante dei deficit funzionali è la strada migliore per ottenere il giusto riconoscimento.
          Saluti.

  57. La ringrazio per la celere risposta. Quindi per avviare la pratica a chi mi devo rivolgere? Basta andare da un patronato?

    Grazie per la disponibilità

    • Buonasera.
      L’avvio della “pratica” avvine facendo prima compilare un apposito certificato on-line da un medico dotato di PIN (di solito i medici di famiglia ne sono dotati), poi occorre andare in un patronato per la presentazione della domanda vera e propria.
      Alcuni dei patronati più organizzati hanno delle convenzioni con medici legali che gratuitamente potranno dare qualche consiglio.
      Saluti.
      S.N.

  58. Mia nonna, oltre ai difetti visivi sopramenzionati, soffre di osteoporosi, scoliosi, cervicale con conplicanze, ed inizia ad avere lievi problemi neurologici. Quindi sono presenti patologie deivanti dalla senilità. Alla luce di queste patologie, c’è una maggiore probabilità ch mi vengano dati i benefici della legge 104/92?

    Cordiali saluti

    • Buonasera.
      1: l’osteoporosi è considerata invalidante solo se ha già provocato fratture patologiche,
      2: i problemi neurologici “lievi” non hanno un grande peso ai fini della valutazione per i benefici della legge 104/1992,
      3: la scoliosi è valutabile, insieme alla problematica cervicale e alle relative complicanze, solo se provoca gravi deficit funzionali “obiettivabili” (cioè strumentalmente dimostrabili),

      Il comma 3 dell’art. 3 della legge 104/92 così recita: Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.
      Devo dire che attualmente, forse non a torto, c’è una certa “severità” nelle valutazioni delle Commissioni.

      Così, ad occhio, non credo sussistano i presupposti, ma occorrerebbe sempre visitare il paziente per essere sicuri; per giunta spesso anche la documentazione medica da sola non permette di dare un parere sereno.
      Potrebbe richiedere un parere al medico legale di un patronato, spesso a disposizione gratuitamente dove esiste questo servizio.
      Saluti
      Dott. S. Nicolosi

  59. Salve, vorrei usufruire dei benefici della legge 104/92, in merito ai permessi retribuiti, e la possibilità di scelta della sede di lavoro più vicina alla mia residenza. Tale permessi mi servirebbero per assistere mia nonna, con cecità totale in un occhio. Nell’altro occhio sembra sia “diminuita” la vista. Secondo Lei ci sono i numeri per chiedere i suddetti benefici?

    Cordiali saluti

    Emanuele

    • Buonasera.
      Intanto chiedo scusa per il ritardo nella risposta; siamo in vacanza.
      Se le infermità di sua nonna sono solo quelle descritte, quindi cecità totale in un occhio e un lieve deficit nell’altro, direi proprio di no. Però si tratta di una persona anziana. Di solito purtroppo ad una certa età insorgono patologie della senescenza che potrebbero avere un certo peso nella valutazione della condizione di disabilità da parte della Commissione valutante.
      Saluti
      Dott. S. Nicolosi

  60. ciao io ho 7/10 di visus nell’occhio dx mentre con in sx non ci vedo prorpio dalla nascita, c’è una patina tpo cataratta, è storto, il bulbo oculare è più piccolo e anche la cavità risulta essere più piccola. che % di invalidità avrei?
    Tanto per cambiare esteticamente non è proprio il massimo e la gente ovviamente mi guarda……
    il fatto di essere monocolo e sullo stesso occhio affetto da strabismo cumula il valore o vale solo quello più alto??
    grazie mille.

    • Buonasera.
      Quando in uno stesso organo o in un arto o in un apparato funzionale esistono più menomazioni, la somma non può in ogni caso superare quella prevista per la perdita completa dell’organo stesso (o dell’arto o dell’appareto funzionale), quindi, nel caso specifico, la somma completa non può superare quella prevista per la perdita del globo oculare.
      Saluti

  61. Salve, vorrei un chiarimento se possibile. Qualora venga riconosciuta una invalidità per cecità parziale di un solo occhio, verrebbe vietata conseguentemente la guida di un autoveicolo?Grazie

    • Buonasera, la concessione della patente di guida non dipende dal grado di invalidità o dalle menomazioni nel verbale, ma dalle menomazioni in se.
      Intendo dire che è vero che vengono effettuati controlli incrociati tra i verbali di invalidità e i nominativi di coloro che sono in possesso di patente di guida, ma i requisiti per la patente di guida sono quelli stabiliti per legge e la concessione della percentuale di invalidità non incide sul rinnovo.
      Certamente però non può passare sotto silenzio un verbale in cui viene riconosciuta una cecità monoculare con visus residuo di 2/10 nell’altro occhio.
      I requisiti sono quelli dell’allegato 1 al DM 30/11/2010 e, nel caso della cecità monoculare:

      Allegato I al DM 30.11.2010
      Ai fini del presente allegato, i conducenti sono classificati in due gruppi:
      a) Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1
      b) Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, C + E, D, D + E e delle sottocategorie C1, C1 + E, D1 e D1 + E

      VISTA
      1. II candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l’obbligo di revisione ai sensi dell’art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c’è motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.

      3. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
      Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.

  62. un mio amico ha subito un trauma ad un occhio dovuto ad un calcio
    da 12/10 a 2/10 e al momento non operabile, il problema che ha 16 anni, e quindi avrà grosse difficoltà per futuri concorsi, es. allivo ufficiali, aeiazione, assistente di volo etc…. oltre alla posiibile inibizione al rilascio della patente di guida.
    al momento e’ distrutto psicologicamente e non realizza ancora i futuri problemi
    in questo caso che percentuale di invalità puo’ richiedere?

    • buongiorno.
      Se è minore di 18 anni non c’è riconoscimento di percentuale, ma, eventualmente, potrebbe essere riconosciuta la concessione di indennità di frequenza.
      Al compimento del 18° anno rientra nelle indicazioni della tabella del DM 05/02/1992 che, per un visus corretto di 2/10 e 10/10 nei 2 occhi prevede una percentuale di invalidità del 7%, insufficiente ad ottenere qualunque beneficio.

      Saluti. Nikol

  63. grazie NIKO l’impossibilità a muoversi è dovta al campo visivo in quanto lei non vede le immagini ma bensi delle ombre o meglio non distingue piu gli oggeti e le persone

    • Visita oculistica con esame del fundus e Visus corretto.
      Questi sono i certificati da produrre in commissione.
      La procedura è: fare la visita specialistica => fare stilare il certificato “on line” in cui si specifica che si tratta di certificato per “cecità” => portare il certificato on line presso un patronato per la presentazione della domanda => quindi presentarsi in commissione, quando convocati, con il certificato specialistico.
      Saluti
      Nikol

  64. vi scrivo per porvi un mio quesito tecnico mia madre da tre anni pecepisce pensione di invalidità cieca parziale in quanto affetta da degenerazioe maculare atrofica entrambi gli occhi la commissione medica inps gli ha riscontrato od 1/30 occhio sinistro 1/45 ultimamente purtroppo è peggiorata non riuscendo quasi più a muoversi in quanto la sua vista è peggiorata al suo fianco quotidionamente cè sempre qualcuno di noi avrebbe diritto ad un assegno di accompagnamento e che domanda dovrei fare per ottenerlo premetto che lei ha 86 anni in attesa di una vostra risposta anticipatamente ringrazio

    • Buongiorno.
      Non è facile rispondere in quanto, come detto in altri commenti, occorrerebbe visitare il paziente e visionare la documentazione.
      In ogni caso, si deve capire se la difficoltà “di muoversi” è provocata dal deficit visivo oppure ad altre problematiche, ad esempio di tipo ortopedico o vasculo-cerebrale.
      Se il deficit visivo è tale da aversi solo la “percezione luce”, “motu mano” e simili, allora si potrebbe proporre domanda di aggravamento per ottenere i benefici concessi ai ciechi totali, naturalmente documentando con certificazione specialistica oculistica.
      Se invece si tratta di un deficit funzionale di natura non visiva, si può fare domanda per ottenere l’indennità di accompagnamento, ma è “indispensabile” documentare in sede di visita da parte della Commissione tutte le infermità, anche in questo caso con adeguata certificazione specialistica. La Commissione dovrebbe, se lo ritiene corretto, concedere l’Indennità di accompagnamento “a prescindere dal deficit visivo”.
      Saluti.
      Nikol

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