INVALIDITA’ CIVILE

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Tabella percentuali invalidità (DM 05/02/1992)
INVALIDITA’ CIVILE: i benefici
INVALIDITA’ CIVILE: la domanda
INVALIDITA’ CIVILE: la visita
INVALIDITA’ CIVILE: la cecità
INVALIDITA’ CIVILE: la sordità.
INVALIDITA’ CIVILE: la sordocecità
Indennità per lavoratori affetti da Talassemia e Drepanocitosi
INVALIDITA’ CIVILE: il ricorso giudiziario
INVALIDITA’ CIVILE: la normativa
INVALIDITA’ CIVILE: sentenze e giurisprudenza
INVALIDITA’ CIVILE: circolari e messaggi INPS



Commenti

INVALIDITA’ CIVILE — 42 commenti

  1. Salve, ho una lombosciatalgia causata da un’ernia del disco S1, una scoliosi dorso-lombare e soffro di ansia generalizzata. Potreste indicarmi gentilmente che punteggio mi aspetterebbe? Grazie.

    • Buongiorno.
      Impossibile fare questo tipo di valutazioni a distanza, in particolare con questo tipo di malattie la cui incidenza funzionale non è quantificabile se non sottoponendo a visita il paziente e visionando la documentazione specialistica.
      Nella stragrande maggioranza dei casi infatti le percentuali di invalidità vengono definite non in rapporto al “nome” della patologia ma in rapporto alla sua gravità e alla sua incidenza sulle capacità lavorative generiche.

      Saluti
      Dott. Salvatore Nicolosi

  2. Buongiorno,
    vorrei sapere a quali conseguenze va incontro una persona affetta da cecità parziale se passa da uno status di ventesimista per il quale percepisce una pensione ad uno status di decimista dovuto ad un leggero miglioramento ad un occhio. Grazie.
    Cordiali saluti.

    • Buonasera.
      Se il visus in un occhio migliora ad 1/10 non sussistono i requisiti per la concessione dei benefici previsti per la cecità parziale, quindi vengono revocati sia la pensione di Euro 279,19, sia l’indennità speciale” di Euro 200,04.

      L’alternativa è quella di presentare una istanza di “invalidità civile” ordinaria; in questo caso il deficit visivo di

    • 1/10 in un occhio e 1/20 nell’altro è valutato il 70%
    • 1/10 in un occhio e meno di 1/20 nell’altro è valutato l’80%.
    • Per ottenere l’assegno di assistenza di € 279,19 è necessario essere riconosciuti invalidi in misura uguale o superiore al 74% (vedere QUI)

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  3. Buongiorno dottore le scrivo perchè vorrei sapere se quello che mi è stato riscontrato può essere usato per richiedere una percentuale di invalidità anche minima.
    Sono una ragazza di 27 anni e da circa 10 anni ho dolori alla schiena, ginnastica posturale fatta a suo tempo, ma con nessun risultato e ad oggi continuo ad avere dolori.
    Le scrivo la risposta della Rx e della RM della schiena e poi del ginocchio dx e sn perchè da 4 anni ho anche problemi alle gambe sempre fatta riabilitazione ma senza risultato.
    Rx Colonna in toto : Modesta Scoliosi dorsale destro-convessa con compenso lombare sinistro-convesso.
    Rettilineizzato il rachide Cervicale.
    Non alterazioni significative a carico dei metameri vertebrali esaminati.
    Minima riduzione di ampiezza dello spazio intersomatico l5-s1.

    RM colonna dorsale,cervicale e lombosacrale:
    Tratto Cervico-dorsale: riduzione della fisiologica lordosi cervicale in clinostatismo.
    Alcune modeste protrusioni discali ad ampio raggio nel tratto compreso tra D6 e D9.
    Canale vertebrale di regolare morfologia e dimensioni.
    Tratto Lombo-sacrale : Nulla.

    RM ginocchio dx e sn : Nella norma strutture del pivot centrale, bilateralmente. Non alterazioni a carico dei legamenti collaterali, bilateralmente.
    Iniziali manifestazioni di meniscopatia loalizzata pressochè esclusivamente a livello del corno posteriore dei menischi interni, in area assenza di lesioni meniscali.
    Rotule in discreto tilt esterno. ( già riscontrato prima questa iperpressione esterna della rotula). La cosa nuova è la manifestazione di meniscopatia che 2 anni fà non c’era.
    No versamenti.
    Nella norma l’apparato tendineo estensore, bilateralmente.
    No segni di condropatia femoro-rotulea.
    In attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente.

    • Buonasera.

      Se esaminiamo i termini usati e gli aggettivi, direi che le speranze di ottenere una percentuale utile, che direi è il 46%, sono poche:
      Modesta Scoliosi dorsale destro-convessa

      Minima riduzione di ampiezza dello spazio intersomatico l5-s1.

      RM colonna dorsale,cervicale e lombosacrale:
      Tratto Cervico-dorsale: riduzione della fisiologica lordosi cervicale in clinostatismo.
      Alcune modeste protrusioni discali ad ampio raggio nel tratto compreso tra D6 e D9.
      Canale vertebrale di regolare morfologia e dimensioni.
      Tratto Lombo-sacrale : Nulla.

      RM ginocchio dx e sn : …
      Iniziali manifestazioni di meniscopatia loalizzata pressochè esclusivamente a livello del corno posteriore dei menischi interni, in area assenza di lesioni meniscali.

      …”

      Gli esami, indipendentemente dalla sintomatologia, non sono indicativi di patologia vertebrale la cui incidenza funzionale sia tale da incidere significativamente sulle capacità lavorative.

      Saluti

      • La ringrazio per la risposta! Come lei giustamente mi fa notare questi piccoli problemi che ho sicuramente non sono utili per avere una minima percentuale. Ma a 27 anni ,ritrovarmi dopo 8 ore passate in piedi,sul divano con dolore alla schiena e le gambe gonfie sicuramente non è quello che una persona cerca. Mi creda anche se non sembra questi piccoli problemi da molti anni mi creano problemi nella vita quotidiana. Comunque la ringrazio ancora una volta per la sua tempestiva risposta. Era solo curiosità.

  4. Buonasera gent. Dr. Nicolosi,
    sono lo stesso Alessandro che ho scritto il 19 di agosto, le riscrivo perché ho fatto una RM lombare.
    Ricapitolando, l’ortopedico all’ospedale mi ha fatto un certificato dove (più o meno …… in quanto non capisco molto bene la scrittura) c’è scritto:
    ” Il paziente presenta lombalgia recidivante, limitazione funzionale del tronco di grado grave e dolore dorso lombo sacrale accompagnato da parestesie e facile affaticamento. Ipostenia degli arti inferiori………..”

    Il referto della risonanza invece recita:
    Metameri regolarmente allineati, senza segni di listesi.
    Alterazioni discopatiche degenerative, più evidenti in L5 – S1, ove si apprezzano gli esiti chirugici pregressi.
    Il tale sede il tessuto discale supera i margini somatici, per lassità dell’ anulus fibroso, con cenni protrusivi intralegamentosi in sede mediana.
    Alterazioni degenerative delle interapofisarie.
    Non stenosi dello speco vertebrale.

    Alla luce di ciò, vorrei chiederle:
    a) Crede che dopo la risonanza potrei ottenere un certificato medico più “grave” di quello che ho già e dunque avere una chance in più di poi avere una maggiore percentuale d’invalidità?
    b) Oppure, dal referto (e dunque dalla risonanza) non traspare nulla di grave e perciò a questo punto la cosa che mi converrebbe di più, nel presentare la domanda di invalidità, è di allegare solo il certificato di cui sopra, e lasciar perdere del tutto risonanza e referto?

    Scusandomi per l’ulteriore disturbo arrecatole e ringraziandola anticpatamente, qualora lei volesse ancora rispondermi, la saluto cordialmente.
    Alessandro

    • Buonasera.
      Non è un disturbo, altrimenti disattiverei sul sito la possibilità di commentare.

      Direi che il certificato ortopedico e il risultato della RM siano in linea: l’uno è giustificato dall’altro e quindi possono essere presentati entrambi

      Se posso fare un ulteriore suggerimento, considerando che l’ortopedico parla di “parestesie” e “ipostenia degli arti inferiori”, potrebbe essere utile eseguire anche una Elettromiografia (EMG) agli arti inferiori per documentare una possibile neuropatia irritativa/compressiva di radici del nervo sciatico. E’ però un esame un poco invasivo e da alcuni mal tollerato; ne può parlare con il suo medico di famiglia o con l’ortopedico.
      Nel suo caso non aggiungerebbe nulla ai fini clinici, ma potrebbe aiutarla ad ottenere una maggiore percentuale di invalidità, sempre se risultasse qualcosa.

      Saluti

      • Grazie Mille Dottore,
        allu luce di tutto quanto, in linea di massima, crede che adesso con certificato e referto della risonanza è possibile mi venga riconosciuta una patologia con codice 7010 (anchilosi rachide lombare) e anche se non dal 31 al 40%
        potrebbero però almeno assegnarmi (utilizzando il criterio analogico) un 20 – 25 % ?

        Un’ultima domanda: quando si presenta la domanda d’invalidità (o l’aggravamento) bisogna spedire i certificati in originale o quelli restano a me e a loro (la commissione) vanno le fotocopie?
        Inoltre, quando farò la visita, dovrò portare le lastre della risonanza o sarà sufficiente il referto che presenterò?

        Ancora cordiali saluti

        • Non bisogna spedire nulla!

          Per la domanda prima ci si fa rilasciare un certificato on-line da un medico dotato di PIN per l’accesso ai servizi INPS (anche il medico di famiglia) e poi si presenta la domanda tramite patronato.

          Alla visita, quando si viene convocati, si producono le fotocopie dei certificati, ma bisogna portare con se gli originali. Nella mia realtà territoriale non hanno mai chiesto di visionarli, ma non si sa mai.
          Per ciò che riguarda la RM, credo che probabilmente lei abbia il dischetto, ormai si “usa” così, e non ho mai visto una commissione che se lo guarda, sia perchè è un esame specialistico, sia per motivi di tempo. Ma portarlo con se non dovrebbe essere difficile, anche se ha le lestre vecchio stampo, per dimostrare disponibilità alla verifica da parte della commissione.

          Saluti.

          • No, Dottor Nicolosi, non mi hanno dato il dischetto ma le “obsolete” lastre,
            è consigliabile portarle in quanto (come da referto) risulta la patologia e perciò sarebbe a mio vantaggio e non svantaggio se le guarderanno?

            Vorrei poi poterle riformulare la domanda posta sopra (probabilmente le è “sfuggita”):
            crede che adesso con certificato e referto della risonanza è possibile mi venga riconosciuta una patologia con codice 7010 (anchilosi rachide lombare) e anche se non dal 31 al 40%
            potrebbero però almeno assegnarmi (utilizzando il criterio analogico) un 20 – 25 % ?

            Cordiali saluti.

          • Si conviene comunque portare le lastre alla visita.

            Circa il secondo quesito, è vero, mi era sfuggito; ma in qualche modo si è risposto da solo: “potrebbero” orientarsi intorno al 20-25%. Il verbo al condizionale è d’obbligo in quanto quando si applica il criterio analogico non può mancare una trasposizione personale del medico valutatore; usando termini assolutamente non tecnici: chi ha avuto esperienza diretta capisce meglio.

            Con questo non ho alcuna intenzione di scoraggiarla; siamo un po al limite, ma i requisiti ci sono e non deve mancare la fiducia nelle capacità valutative dei medici componenti delle commissioni, in genere assolutamente esperti.

            Saluti.

            Dott. Salvatore Nicolosi

  5. Salve Egr. Dott. Salvatore Nicolosi,
    mi scusi, pongo una domanda con la speranza possa ricevere una risposta.
    Io sono affetto da ipoacusia neurosensoriale bilaterale con perdite alle frequenze 500 – 1.000 – 2.000 Hz che mi darebbero (consultando la tabella) un’invalidità del 49% (quindi sufficiente a potermi iscrivere nelle liste di collocamento per disabili).
    Leggo però che in caso di ipoacusia protesizzabile vengono tolti 9 punti e dunque io scenderei al 40%.
    La mia domanda è:
    i 9 punti vengono scalati automaticamente e sempre e perciò non avrò nessuna possibilità?

    O se davanti alla commissione mi presento senza protesi (dicendo che non posso permettermele economicamente o magari dicendo che non posso portarle per via di otiti esterne o perché non li sopporto a livello psicologico) i 9 punti potrebbero anche non toglierli ?

    Inoltre, soffro anche di rinite allergica in primavera e in autunno.
    Se porto i certificati di anni e anni di cura (presso medico privato) all’otorino dell’asl, crede che quest’ultimo potrebbe farmi un certificato di rinite allergica (che da un punteggio da 1 a 10) e se poi la commissione mi darà 10 poter raggiungere il 46% ,
    o patologie al di sotto di 10 non vengono nemmeno prese in considerazione?

    Spero di non averle arrecato molto disturbo e ringraziandola per avermi letto, porgo cordiali saluti.
    Francesco

    • Buongiorno.
      Lei ha ragione:
      1) quando l’ipoacusia è protesizzabile, in automatico vengono detratti 9 punti percentuali dalla valutazione ottenuta;
      2) una menomazione che provoca un’invalidità inferiore all’11%, che non sia in concorrenza con altra in uno stesso organo o funzione, non viene considerata ai fini del calcolo complessivo.

      Per ciò che riguarda il primo punto, devo dire che raramente ho avuto esperienza di commissione che non ha applicato la prevista riduzione, ma io non la considererei una regola su cui fare affidamento o su cui sperare. In ogni caso la “non protesizabilità” deve essere dimostrata con idonea certificazione specialistica.

      Esiste però anche la possibilità, prevista dalllo stesso DM della tabella, che la commissione aggiunga alla valutazione complessiva fino a 5 punti percentuali in quanto le menomazioni incidono sulle capacità lavorative specifiche, oltre che sulle generiche dell’operaio comune (su cui è tarata la tabella), ma anche questa, nella mia esperienza, è stata applicata raramente.

      Alla fine, valutati i pro e i contro, direi che in effetti c’è una certa difficoltà ad ottenere il 46%.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Grazie per le gradite risposte, Egr. Dottor Nicolosi.
        Mi scusi, potremmo chiarire alcuni mie dubbi?
        Riguardo il primo punto, è raro che una commissione non tolga 9 punti delle protesi ed è altrettanto raro che conceda i 5 punti in più, ho capito bene?
        E’ però possibile che i 9 punti non vengano tolti? Cioè non sono tassativi e se uno è fortunato potrebbe anche trovare la commissione che non li toglie ed essere tutto regolare ?

        Riguardo il secondo punto, anche se l’otorino dell’ASL mi farebbe un certificato di rinite allergica non mi servirebbe a nulla perché sotto l’11% e non collegata con altra dello stesso organo?
        Mentre ad esempio se oltre la rinite allergica uno soffre anche di sinusite in questo caso la rinite verrebbe considerata anche se sotto l’11% ?

        Cordialità
        Francesco

        • Sul primo punto ha capito correttamente ma proprio per la rarità di queste situazioni, per lo meno nella mia realtà locale, sono state da me segnalate solo come possibilità; nella preparazione seria di una domanda di invalidità civile non si può sperare su queste possibilità perchè troppo aleatorie.

          Circa il secondo punto, ha nuovamente capito correttamente, ma anche la sinusite e la sua incidenza funzionale deve essere certificata; per dirla tutta inoltre, alcune sinusiti ipertrofiche possono essere conseguenza di ripetuti e frequenti episodi di rinite allergica, soprattutto se ciò data da parecchi anni; non posso naturalmente giudicare sul suo caso specifico essendo questo di competenza dello specialista ORL, ma può essere una traccia per lei utile.

          Saluti.
          Dott. S. Nicolosi

          • Caro Dott. Nicolosi,
            mi scusi, ma, mi è sorto un dubbio,
            nella tabella d\’invalidità dell\’ipoacusia si legge che viene tolto il 9% non 9 punti,
            per cui, se dall\’esame audiometrico io ho il 50% non scendo al 41% ma viene calcolato il 9% su 50 e dunque andrei a 45,5% ?

            Dico bene ?

          • NO.
            Nella seconda parte del DM 05/02/1990, la sezione “Indicazioni per la valutazione dei deficit funzionali“, si legge:

            ” … la riduzione dell’invalidità nei casi di ipoacusia protesizzabile è stata fissata nella nostra tabella in 9 punti e riguarda tutte le ipoacusie pari o inferiori a 275 dB sull’orecchio migliore; …”.

            Saluti

  6. Salve,
    alcuni anni fa la commissione medica per il seguente certificato (sono stato operato di ernia discale oltre 15 anni fa) non mi ha riconosciuto e non mi ha attribuito nessun punteggio d’invalidità:

    ” Il paziente presenta lombalgia recidivante, limitazione funzionale del tronco di grado moderato e dolore dorso lombo sacrale accompagnato da parestesie e facile affaticamento. Ipostenia degli arti inferiori. Presente inoltre riduzione dello spazio L5 – S1 con segni di spondilosi, indice di peggioramento patologico.”

    A causa di un peggioramento delle mie condizioni, un secondo specialista (ospedale pubblico) due settimane fa, mi ha fatto un altro certificato dove vi è scritto che la limitazione funzionale del tronco è di grado “grave” (nel precedente era “moderato”).

    Vorrei chiedere: il “grave” al posto del “moderato” secondo voi può essere sufficiente a farmi ottenere qualche punteggio ?
    Oppure anche col “grave”, il punteggio che potrei ottenere per i miei problemi di schiena sarebbe abbastanza basso o addirittura nullo?

    Sono affetto da altra patologia che mi da un punteggio fisso del 25%,
    quindi se magari mi venisse riconosciuta una percentuale d’invalidità anche per la schiena, potrei avere la possibilità di ottenere il 46% idoneo a rientrare nelle categorie protette.

    La domanda però è: secondo voi le mie sofferenze del rachide così come certificate dall’ortopedico dell’ospedale pubblico potrebbero essere sufficienti a farmi ottenere quello che cerco o è inutile che perda tempo o che ci speri?

    Spero in una cortese risposta e in attesa ringrazio anticipatamente.

    ps: leggo nelle tabelle d’invalidità che a parte gravissime patologie del rachide, l’unica che da un punteggio oltre i 30 punti (dal 31 al 40) è l’anchilosi del rachide lombare, che però io non credo di avere, questo significa che nonostante i miei problemi di schiena, non potrò ottenere nulla ?

    • Buonasera.
      Con il prescritto meccanismo di somma a scalare in caso di menomazioni multiple, il minimo indispensabile per arrivare al 46%, partendo dal 25% fisso per altra patologia, è il 30%.
      Quindi la commissione dovrebbe valutare la sua patologia vertebrale almeno il 30%, cosa non facile viste le indicazioni della tabella.

      Ciò detto, in realtà non sempre la Commissione giudicatrice è così attenta alla matematica e talune valutazioni vengono effettuate in modo approssimativo tenendo conto del complessivo pregiudizio sulle capacità lavorative.
      Non posso il realtà fare una valutazione precisa di una certificazione che conosco così sommariamente e di un soggetto che materialmente non conosco affatto. Le valutazioni a distanza, quando non si tratta di patologie per il quale è prevista una percentuale fissa, sono veramente difficili, in verità impossibili.

      Se posso fare ad esempio una valutazione critica del certificato precedente devo dire che anch’io, che mi vanto di avere un metro più “largo” di quello di talune commissioni, non avrei indicato una percentuale elevata nel caso precedente.
      Il certificato parla di “lombalgia recidivante” una diagnosi clinicamente ineccepibile ma assolutamente insoddisfacente da un punto di vista medico-legale; vengono descritti solo i sintomi, ma non si dice nulla che li possa giustificare, soprattutto in quanto a gravità ed incidenza funzionale; i “segni di spondilosi”, rilevabili radiologicamente, sono tipici di tutti i soggetti dopo una certa età e comunque sono “segni”, quindi nulla di particolarmente importante; della “riduzione dello spazio L5-S1″ non viene indicata ne la gravità, ne l’eventuale sofferenza che la degenerazione del disco provoca alle radici nervose che fuoriescono a quel livello. Alla fine un semplice certificato specialistico che descrive una infermità non è sufficiente: occorre anche dimostrare perchè si ha quella sintomatologia e la congruità tra la sintomatologia denunciata e la patologia da cui si è affetti.

      In conclusione non posso dare una risposta sufficientemente precisa circa l’opportunità di presentare una domanda di aggravamento ma spero di averle fatto capire dove si può arrivare.

      Saluti e a disposizione per eventuali precisazioni.

      Dott. Salvatore Nicolosi

      • Grazie mille per la gentile risposta, egr. dr. Nicolosi,
        chiedo però venia, vorrei ulteriormente chiederle:
        anche se nel certificato che ho adesso c’è scritto che la limitazione funzionale del tronco è di grado “grave”, presentando la domanda probabilmente non otterrei proprio nessun punteggio?
        O crede che un 20% lo potrei anche avere?

        Grazie ancora

        • Il probabilmente lo lascerei perdere. Ottenere il 30% per la sua patologia vertebrale non è impossibile ma non è certo.
          Se documenterà “bene” perchè c’è questa grave limitazione funzionale dei movimenti del tronco allora la commissione valuterà adeguatamente.
          Ripeto che serve il 30% e non il 20% perchè si tratta di un meccanismo di somma “a scalare”; ad esempio, 30% + 30% non fa 60% ma 51%.
          Saluti.
          Dott. S. Nicolosi (sempre ulteriormente a disposizione)

          • Sa cos’è gent. dr. Nicolosi, è che avevo un potenziale “asso” nella manica (che ho scoperto solo due giorni fa consultando tutte le tabelle per tutte le patologie, e che ho dimenticato di scriverlo nel mio secondo intervento) e stupidamente me lo stavo lasciando scappare.
            Io oltre il 25% fisso della prima patologia ho anche una sinusite cronica certificata con rx e non avevo mai pensato (ne nessuno me l’aveva mai detto) che può essere considerata per l’invalidità civile.
            Alla luce di tutto questo, se non dico una stupidagine, credo che a questo punto forse (se mi viene calcolata anche la sinusite) un 20 punti per la mia patolgogia vertebrale potrebbero bastare ma, visionando la tabella dei puteggi d’invalidità noto che ho viene riconosciuto il cod. 7010 (dal 31 al 40%) o nulla, dunque la mia preoccupazione è che potrei avere nulla (quello che sto cercando di dire è che trovo ingiusto che non ci sia una via di mezzo che permetta almeno di ottenere 20).

            Ad ogni modo, riguardo il “se documenterà bene”, vuol dire che mi converrebbe fare una tac e poi presenterla alla commissione?

            Grazie ancora davvero.

          • Le percentuali “dal .. al ..” si riferiscono alla malattia indicata ma la tabella ha un numero di patologie troppo piccolo per coprire tutte le possibilità e pertanto si ricorre al criterio “analogico” e ciò e previsto e viene correntemente attuato; si cerca di individuare una patologia attinente a quella in diagnosi e si tengono come riferimento quelle percentuali, anche riducendole adeguatamente. Quindi, se viene riconosciuta una patologia con codice 7010, utilizzando il criterio analogico, nulla vieta che si possa assegnare il 15% o il 20% o 25% e via discorrendo.

            Per ciò che riguarda la dimostrazione della patologia vertebrale, non posso dirle a distanza quale indagine è più opportuna e/o utile per documentare la causa della disfunzione; dovrà opportunamente chiedere consiglio al suo ortopedico o al medico curante.

            Dott. S. Nicolosi

  7. Salve,
    spero di essere sul sito giusto per poter chiedere alcune informazioni.
    mia mamma ha già un’invalidità al 60%, in quanto è stata operata 10 anni fa ad un’ernia cervicale ed in più dopo un anno le hanno ricostruito un tendine sottoscapolare e nel 2010 ha subito un’angioplastica al cuore in quanto aveva entrambe le coronarie ostruite e è cardiopatica(angina pectoris instabile).
    Ad oggi sono sorti altri problemi, ipotiroidismo in quanto la tiroide si è seccata; 3 ernie discali, scoliosi, ginocchia con gonalgia, nel 2012 si è rotta un piede, che non si è sistemato perché ha molta artrosi.
    Mia mamma continua comunque a lavorare, pur facendo un lavoro molto pesante ed essendo sempre al freddo.
    Io vorrei sapere se secondo lei, il 60% è la percentuale adeguata???
    Si potrebbe procedere per l’aggravamento??

    • Buonasera.
      Potrebbe essere il sito giusto, ma non è semplice dare una valutazione a distanza, in quanto occorre sempre valutare sia il paziente, visitandolo, sia la documentazione in suo possesso.
      A titolo di esempio, una cardiopatia ischemica trattata con angioplastica potrebbe essere valutata dal 30% al 100%, in rapporto alla eventuale presenza di ischemia residua inducibile dallo sforzo o di una riduzione della capacità di pompa del cuore.
      Anche per la spalla è lo stesso: un intervento chirurgico può avere migliorato o addirittura risolto il problema, e quindi la percentuale riconoscibile sarebbe zero percento, ma potrebbe invece essere andata non bene e quindi la spalla essere addirittura bloccata. No diverso è il discorso per le ernie cervicali e per l’artrosi la cui gravità è variabile e quindi variabile è la percentuale riconoscibile.

      In sostanza in nessun sito serio (o che spera di esserlo) potrà trovare una risposta certa alla sua domanda. Un medico legale in carne ed ossa (o esperto in medicina legale) è l’unico che può dare un parere affidabile.

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi

  8. Buonasera.Mi chiamo Elena Giulia. Sono affetta da sclerosi multipla dall’anno 2009. Mi avevano dato 67% di invalidità e collocamento mirato (tutto sommato stavo abbastanza bene… ) . A distanza di 4 anni la situazione è molto peggiorata, tanto che deambulo con l’ausilio del bastone. Ho scoperto di avere stenosi ad entrambe le giugulari e due ernie discali. La commissione è passata dal 67% al 70% di invalidità Riduzione delle capacità lavorative dal 34% al 73%, art 2 e 13 della L. 118/71 e art9 DL 509/88. L.104 comma 1 art.3. Dalle poche informazioni che ho, credo che i benefici di queste leggi siano davvero pochi per il mio caso. Alzare la percentuale solo del 3% l’ho trovato una presa in giro. Non posso nemmeno guidare. Perchè non hanno considerato e sommato le stenosi e le ernie? Mi consiglia di fare ricorso?

    • Buongiorno.
      In effetti non c’è alcuna differenza pratica tra 67% e 70% in invalidità civile. Inoltre i benefici ottenibili con il comma 1, art. 3 della legge 104/92 sono minimi.
      Un ricorso giudiziario è certamente possibile, ma non sono in grado di consigliare correttamente a distanza; il paziente deve sempre essere visitato e la documentazione consultata attentamente.
      In ogni caso un ricorso giudiziario deve opportunamente essere inoltrato con l’assistenza di un medico esperto o specialista in medicina legale; i grossi patronati (in questo momento mi vengono in mente INCA, EPASA, ANMIL, ITAL, INAS, ANMIC, ma non sono gli unici) in genere mettono a disposizione un proprio consulente che darà un parere gratuitamente e poi potrà seguire il caso a tariffe molto calmierate.
      Saluti

  9. Salve,ho una invalidità civile dell’85%. Sono iscritto alle liste L.68 perchè da 2 mesi l’azienda per cui ho lavorato per 11 anni mi ha licenziato per superamento del periodo di comporto.
    Ho una residua capacità lavorativa del 10%.
    Ho 16 anni e 2 mesi di contribuzione versata.
    Ovviamente usufruisco della legge 104.
    Adesso per un anno percepirò la mini aspi essendo stato licenziato.
    Sto prendendo attualmente anche l’assegno Inps.
    Per farla breve,a cosa posso pensare di fare domanda?
    Solo alla semplice pensione di invalidità civile? La stessa è compatibile con l’erogazione dell’assegno Inps? O dovrò rinunciarvi?
    E vero che essendo la mini aspi un’erogazione Inps(non l’ho ancora iniziata a percepire) non è cumulabile con l’assegno che prendo tutt’ora e sono costretto a scegliere?
    Ovviamente ho scelto per la disoccupazione essendo l’importo pari al 75% degli ultimi stipendi.
    Grazie per le cortesi risposte.

    • Buonasera.
      In effetti l’unico ulteriore beneficio a cui si può pensare è l’invalidità civile, tenendo però presente che esistono dei limiti di reddito relativi all’anno precedente, per cui potrebbe non essere sufficiente l’85% (vedi QUI per i requisiti reddituali per percepire l’assegno di invalidità civile). In questo caso si può valutare se con il 100%, ottenibile con opportuna domanda di aggravamento e se naturalmente ne esistono i presupposti, i limiti di reddito sarebbero rispettati.
      L’invalidità civile è compatibile con l’assegno INPS, ma anche in questo caso c’è il problema dei limiti reddituali.

      E’ vero che occorre scegliere tra ASPI ed assegno di invalidità.

      Saluti

  10. mio padre di quasi 50 anni ha eseguito un eco 2d – doppler, dal cui esito si evince quanto segue \”lieve prolasso del lembo anteriore della mitrale con minima insufficienza valvolare\”. Ha sostenuto anche la prova da sforzo con qualche difficoltà. Il cardiologo gli ha esposto la possibilità di un aggravamento e di un possibile intervento. Ci sarebbero i presupposti per l\’avvio di una domanda di invalidità? quale potrebbe essere la percentuale riconoscibile per questa patologia? GRAZIE

    • Buonasera.
      I termini “lieve” e “minima” sono indicativi di patologia a scarso impegno funzionale.
      Sulla prova da sforzo dovrebbe precisare meglio in quanto si dovrebbe capire se non è riuscito per esaurimento muscolare o per comparsa di segni ECG di patologia ischemica o altro.
      Ma tutto sommato, la descritta infermità verrebbe classificata in I o, al massimo, in II classe funzionale NYHA.
      Se osserva la tabella di riferimento, potrà notare che la percentuale ottenibile per una patologa cardiaca in I classe funzionale NYHA è il 21-30%, per una patologia cardiaca in II classe NYHA è il 41-50%.
      Per ottenere il beneficio economico occorre almeno il 74%.
      Sull’opportunità di presentare un’istanza può benissimo giudicare lei.

      Un’altra cosa da precisare è che la possibilità di un successivo aggravamento non influenza la percentuale assegnabile; le infermità devono essere presenti, non futuribili o possibili.

      Saluti.

      Dott. Salvatore Nicolosi

  11. Mio padre ha 69 anni ed ha presentato domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile all’Inps. Il quadro generale, come da certificazione medica e visite specialistiche, è così composto: nefrectomia sx(intervento eseguito nel 1991) ed esiti di pielocalicotomia dx per litiasi; cardiopatia ipertensiva con insufficienza aortica lieve-moderata; lieve insufficienza mitro-tricuspidale; bpco; gotta cronica; artrosi mutidistretuale, rachide in toto ginocchio dx e sx, mano dx e sx.
    Chiedo di sapere quale percentuale d’invalidità potrebbe essere riconosciuta dalla Commissione medica Inps e se li potrebbe spettare eventualmente l’indennità di accompagnamento.

    • Buongiorno.
      Lei ha postato una domanda quasi identica su due pagine diverse; rispondo solo in questa, nell’altra mettero il link a questa pagina.

      Innanzi tutto, avendo superato al momento della domanda il 65mo anno di età, indipendentemente dalla percentuale riconoscibile o riconosciuta, non ha diritto a corresposione di un assegno, ma solo a benefici di tipo sanitario, ad esempio esenzione dal tiket e fornitura gratuita di ortesi.

      Inoltre, avendo superato l’età lavorativa, teoricamente le tabelle del DM 05/02/1992 non sono applicabili; la valutazione quindi si riferisce alla riduzione della capacità di compiere le ordinarie attività, lieve, media o grave.

      La Commissione quindi fa una valutazione globale, che tiene conto non solo della diagnosi, ma anche del deficit funzionale. L’infermità denominata “artrosi pluridistrettuale” ad esempio è valutabile dal 10% al 100%, dipende dalla gravità dei processi artrosici, dall’incidenza sulla deambulazione di una gonartrosi, etc. Una BPCO viene valutata anch’essa diversamente in rapporto al deficit ventilatorio e/o se richiede ossigenoterapia.

      In sostanza a questo tipo di quesiti si può rispondere solo visitando direttamente il paziente.

      Per ciò che riguarda l’indennità di accompagnamento i criteri sono stringenti e prescindono dal numero di infermità: non in grado di deambulare senza l’aiuto PERMANENTE di in accompgnatore, oppure non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (direi meglio gli atti fondamentali della vita).
      Saluti
      S.N.

  12. salve,sono un ragazzo di 22 anni sono stato operato all’ernia del disco.Ho subito 3 interventi co-ablazione l5-S1,inserimento di disco gel nel disco vertebrale e discectomia endoscopica oltre a questo ho anche la rettilineizzazione della colonna e attualmente ho ancora l’ernia mediana.Ho fatto una visita da un’ortopedico e mi ha detto che ho un’instabilita’ discale L5-S1.IL medico del lavoro della ditta per cui lavoro(faccio l’idraulico) mi ha detto che mi danno l’invalidita’ dal 50% in su.E vero oppure e’ una cavolata?aspetto una risposta il prima possibile grazie

    • Buonasera, più probabilmente dal 46% in su, ma non credo “molto” più su; ma l’utilità di presentare una domanda di invalidità civile dipende dagli obiettivi, e questo spero ti sia chiaro leggendo questa pagina; se vuoi presentare la domanda, in sede di visita produci tutta la documentazione, possibilmente recente, meglio se di struttura pubblica; se c’è una sintomatologia a tipo sciatalgia, utile effettuare Elettromiografia (EMG) agli arti inferiori.
      Saluti

    • Il quesito, che avevi posto prima nella sezione INAIL, era in una sezione errata, ed era era sostanzialmente identico, quindi la risposta non poteva essere diversa da quall’altra.
      Posso solo aggiungere che non esiste un ricorso amministrativo, ma solo un ricorso giudiziario.
      Con la nuova normativa, che è entrata in vigore il 1° gennaio, l’iter è molto più rapido, per lo meno teoricamente perchè ancora nessun giudizio ha avuto il tempo di andare a conclusione; dovrebbero bastare 4, al massimo 5 mesi. Ma per questo devi comunque consultare un avvocato e un medico legale che potrà valutare la fattibilità; un patronato sertio e ben organizzato potrà darti una consulenza in questo senso.
      L’altra possibilità è fare domanda di aggravamento, ma occorre dimostrare che la patologia ha subito un peggioramento rispetto alla domanda precedente.
      Ancora saluti.
      Nikol

  13. (speriamo sia questa la sezione giusta) Ho bisogno di capire perche’ dopo una visita d’invalidita’ fatta ad agosto dell’anno scorso (2011) e con successivo esito della commissione,con un’epatite B cronica attiva mi hanno dato il 35% d’invalidita’(A4),premettendo che l’ho contratta a 10 anni ed ora ne ho 41,ed i valori delle transaminasi sono sempre il doppio a volte il triplo.
    Ma nelle tabelle l’epatite cronica attiva non da’ diritto ad un 51%?C’e’ possibilita’ di fare ricorso?
    A me interesserebbe solo entrare nelle categorie protette avendo cosi una possibilita’ in piu’ per trovare lavoro vista la mia situazione di disoccupazione.
    Grazie per una Vostra risposta

    • Rispondo anche in questa sezione, ad uso di eventuali altri che dovessere avere dubbi simili (la domanda è stata posta in due diverse sezioni … poco male).
      Buonasera.
      Non è semplice.
      Nella tabella, per alcune patologie, sono indicate varie classi di gravità, con percentuale via via crescente secondo la gravità.
      Per altre patologie, nonostante possano essere di diversa gravità, è indicata una percentuale fissa e l’epatite cronica attiva è fra queste.
      Indubbiamente però la gravità non è uguale nei vari soggetti, potendosi avere pazienti con elevati livelli di attività, quindi transaminasi elevate, viremia elevata, ecc., e pazienti con forme lievi, quasi silenti.
      Quindi è invalso l’uso di operare una sorta di gradualità nella valutazione di questo tipo di patologie, tanto che è possibile, in forme più gravi, ottenere percentuali maggiori del 51%.
      Il 51% rappresenta una valutazione per forme di tipo moderato, potremmo dire di media gravità.
      La Commissione, tenendo conto della documentazione prodotta quindi valuta in maniera solo “apparentemente” slegata dalla percentuale indicata in tabella, eventualmente nei casi lievi indicando percentuali inferiori.
      Nel suo caso specifico, per dare una risposta più precisa, si dovrebbe valutare la documentazione prodotta in sede di visita presso la Commissione, quindi indici di citolisi (le transaminasi), eventuale esame ecografico, la viremia, biopsia epatica se effettuata, certificazioni specialistiche, ricoveri, etc.
      Questo può essere fatto solo da un medico in carne ed ossa, esperto in medicina legale, che valuti la documentazione.
      Saluti.
      Nikol

    • Ciao, mi trovo nella tua stessa identica situazione. 35% di invalidità civile per HBV Cronica attiva, dopo che ben 2 commissioni (ASL e INPS) mi avevano dato il 46%, l’ultima commissione definitiva senza nemmeno vedermi, mi ha abbassato la percentuale. Su quale basi non si sa. Io ho 32 anni, ho tale patologia dalla nascita e, a causa di incompetenze mediche, mi è stata scoperta solo a 22 anni. Dopo diverse terapie con interferone (che hanno funzionato solo quando mi iniettavo il farmaco) transaminasi e viremia hanno ripreso ad innalzarsi. Da diversi anni seguo una terapia antivirale con Baraclude. Ho consegnato tutto: documentazioni di referti di anni e anni di transaminasi alle stelle, biopsia epatica con 8 di grading, viremia alta da sempre, marcatori epatici ovviamente positivi, e loro cosa hanno preso in considerazione? Solo le ultime analisi in cui le transaminasi sono nella norma SOLO ed ESCLUSIVAMENTE grazie al farmaco che prendo. Se non lo prendessi la malattia sarebbe ben visibile. Non capiscono che CRONICITA’ vuol dire essere affetti da una determinata patalogia vitanaturaldurante. Cosa pretendono per darci ciò che ci spetta, che smettiamo di curarci????? Non capiscono che le cure per tenere a bada la malattia sono comunque pesanti e che portano numerosi effetti collaterali che sono inconciliabili con un’attività lavorativa che non ci assicuri un’adeguata tutela. Siamo nelle mani di nessuno. A questo punto non tabellatela con il 51% perché così un soggetto evita proprio di perder tempo a compilare domande per invalidità che non danno il risultato che ci si aspettava, oppure specificate, nelle tabelle, che il 51% lo date solo a chi è completamente itterico perché la malattia è in stato avanzato. In questi giorni parlerò con qualche legale per farmi consigliare sul da farsi. Il tuo intervento è un poco vecchio, non so se mai leggerai la mia risposta. Nel caso in cui tu lo facessi, mi piacerebbe se entrassimo in contatto per parlarne meglio. Ciao caro amico!

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